martedì, luglio 15

One Shot - Preludio

Io vedo film. Molti film. Cinema, DVD, DivX. Non importa come, l'importante è vederli.

Di molti vorrei scrivere un parere, che non mi azzardo a chiamare recensione, ma spesso non ho il tempo.

In realtà il discorso è anche più complesso, secondo me il critico/recensore deve avere inanzitutto delle solide basi di partenza, delle conoscenze e delle competenze sulla materia che intende trattare, in modo da poter affrontare un argomento ed analizzarlo secondo elementi oggettivi che devono essere fissati per forza, per non correre il rischio di ridurre tutto ai soli gusti soggettivi, che è chiaro saranno sempre influenti, ma che un critico/recensore bravo deve essere in grado di contenere.

Questo in generale, non solo nel cinema, il problema è che i primi a non seguire questo ragionamento sono proprio molti critici di professione o presunti tali, figuriamoci in Internet dove tutto è concesso.

Ed ecco quindi che la rete si è riempita col tempo di cineblog, dove semplici spettatori hanno deciso su due piedi di diventare critici, sparando sentenze e pareri camuffate da recensioni, giustificate il più delle volte in maniera ridicola, altre volte invece usando termini, paragoni, riferimenti e citazioni al di fuori della loro portata, in un clima generale da pompini a vicenda.
Conta infatti molto anche la preparazione di chi legge e spesso è proprio questa mancanza ad aggravare la situazione già mortificante di per sè.

Comunque tutto questo papiro per introdurre una nuova rubrica del blog, dove in pratica unirò il mio personalissimo gusto per le foto e le immagini con i film che vedo, ovvero quando mi gira metterò uno screenshot di una scena particolarmente interessante per il sottoscritto, sfruttando il caro è vecchio principio una foto vale più di mille parole.

Pensandoci bene fra citazioni e immagini potrei aprire un tumblr al posto del blog, ma inanzitutto sticazzi e sopratutto sta mania del tumblr mi sta un po' sule palle: mi dicono che avere sia un blog che un tlog fa molto figo e forse è proprio per questo che mi sta così sul cazzo.

C'hai già un blog? tieniti quello e non rompere i coglioni, 2.0 di stocazzo.

lunedì, luglio 14

Quote of the week - Purgatorio

Il purgatorio è un po' una via di mezzo... non hai fatto del tutto schifo ma non sei stato neanche un granchè.
Come il Tottenham.

Ray aka Colin Farrell dal mio personale film cult dell'anno, "In Bruges"

sabato, luglio 12

Max Payne trailer e poster



Tratto dal famoso videogame che ha introdotto per primo l'effetto del bullet-time, "Max Payne" vede come protagonista assoluto l'attore (da me molto spesso apprezzato) Mark Wahlberg, spalleggiato da Mila Kunis (famosa per il serial "That '70s Show") e il rapper Ludacris (presto anche nel nuovo attesissimo film di Guy Ritchie "RocknRolla" e in "Game" del duo Neveldine/Taylor già autori di "Crank"), il tutto diretto da John Moore ("Behind enemy lines", "Il volo della Fenice").

La trama dovrebbe seguire entrambi i due capitoli del videogame ed è a grandi linee questa: Max Payne è un agente di polizia di New York, la cui famiglia viene sterminata da delinquenti sotto effetto di una droga chiamata Valkyr; devastato dal dolore, l'uomo si unirà al reparto DEA (Drug Enforcement Agency) dove condurrà un'operazione sotto copertura per arrivare alla fonte di quella droga.

Poster ufficiali ancora non ce ne sono in giro, allora ho deciso di provvedere io stesso, come avevo già fatto l'anno scorso per "The Dark Knight", ed ho cercato di renderlo più somigliante possibile alla prima cover del gioco!

Il film uscirà ad Ottobre in buona parte del mondo, in Italia ancora non si sa...

martedì, luglio 8

Marvin Gaye - Inner City Blues



Inizio dicendo che chi non conosce Marvin Gaye merita solo cazzi in faccia, così per mettere subito in chiaro le cose.

Non è quindi difficile capire che per il sottoscritto Marvin rappresenta qualcosa di molto vicino alla definizione astratta di cantante preferito, anche se definirlo solo un cantante è alquanto limitativo, ma ripeto non starò di certo qua a spiegare chi è stato e cosa ha fatto nella sua vita quest'incredibile artista.

Non starò neanche qua ad elencare tutte le sue canzoni che amo, voglio solo consigliare questo pezzo in particolare, "Inner City Blues (Make Me Wanna Holler)" tratto dall'album "What's Going On", visto che ultimamente mi perseguita.

Inanzitutto me lo sono beccato a sorpesa sabato sera durante la notte rosa a Rimini, in mezzo al casino totale è stato come un oasi nel deserto.

Non solo, qualche genio della Rockstar ha deciso di metterlo nelle radio di GTA IV, ed ogni volta che salgo in qualche auto me lo trovo lì con il suo suono incofondibile, il sottofondo migliore per ogni cosa.

Inner City Blues (Make Me Wanna Holler)
(per scaricare l'mp3, cliccare su "download original")

Ah per i più attenti ascolatori, sicuramente non sarà difficile riconoscere la parte campionata da un certo Deleterio per il pezzo "Amore/Odio" di Guè Pequeno sull'ep "Hashishinz Sound Vol.1".

lunedì, luglio 7

Cubeecraft



E' una pheegata.

Inoltre farlo è meno nerd lungo di quanto sembri, basta un po' di abilità con le forbici e via.

E una stampante a colori, a scrocco possibilmente.

Il prossimo è Bender.

http://www.cubeecraft.com/

martedì, luglio 1

Quote of the week - Incazzato

- Meglio lasciarlo perdere quando è incazzato.
- Quello è sempre incazzato!
- E allora... dovresti lasciarlo perdere sempre.

Il capitano Dudley Smith aka James Cromwell si permette di dare un consiglio al tenente Edmund Exley aka Guy Pearce, nel film "L.A. Confidential"

domenica, giugno 29

In Bruges



Sono pochi i registi che riescono a fornire una prima prova convincente, ma ancora meno sono quelli che riescono a mantenere le aspettative con il secondo film o addirittura a superarsi.

Ecco io spero vivamente che quest’ultimo sia il caso di Martin McDonagh, famoso in Irlanda ed in Inghilterra per le sue opere teatrali e vincitore nel 2006 del premio Oscar per il miglior corto (“Six Shooter”), ora al suo primo e sorprendente lungometraggio, un ottimo noir che viaggia parallelamente sui binari della commedia, dalle tinte e dall’umorismo nerissimo, e il dramma, dal forte respiro scorsesiano.

Bruges non è solamente una delle più belle città del Belgio, meta giornaliera di turisti provenienti da tutto il mondo per il suo fascino medievale, le sue architetture gotiche, i suoi canali e le sue birre, è anche la destinazione scelta come rifugio da due killer londinesi, Ray (Colin Farrell) e Ken (Brendan Gleeson), costretti ad abbandonare la capitale inglese in attesa che le acque si calmino, a causa di un lavoro andato storto: infatti Ray al suo primo incarico ha ucciso per fatalità anche un bambino, atto che si rivelerà essere il fattore scatenante che metterà in moto suo malgrado gli eventi.

Non solo, in realtà Bruges è qualcosa di ancora più profondo, è la rappresentazione terrena del purgatorio, dove le anime delle persone sono costrette ad aspettare che venga deciso il loro destino e le coscienze devono fare i conti con le proprie azioni, passate e future.
Così la vacanza forzata per Ray, giovane ed inesperto, diventa fin da subito insostenibile, dilaniato dal rimorso e tormentato dal ricordo del suo errore, al contrario di Ken, molto più navigato nel suo lavoro perciò ormai rassegnato a quella vita e quindi felice di rilassarsi per qualche giorno facendo il turista, fra giri in gondola, visite ai campanili e mostre d’arte.

Fra un dipinto di Hieronymus Bosch ed una chiesa, i due troveranno il tempo di riflettere ma soprattutto avranno modo di cambiare i loro punti di vista e le loro sensazioni, imparando qualcosa l’uno dall’altro: Ray complice l’incontro con una ragazza del posto, Chloe, sarà finalmente ad un passo dalla felicità e dalla tranquillità tanto agognata, mentre Ken, proprio grazie al dilemma interiore del suo amico, riuscirà ad intravedere uno spiraglio di speranza per cambiare in meglio la sua intera esistenza e si troverà di fronte a delle scelte tremendamente importanti che lo porteranno a scontrarsi con una terza persona a cui deve molto, Harry (Ralph Fiennes), il loro capo, che ha dei piani ben precisi per i due assassini.
Harry oltre ad essere il loro boss, a suo modo rappresenta il giudizio finale, colui che deve ad ogni costo far rispettare le regole e ristabilire l’equilibrio, deciso a punire perché certo del fatto che da un errore non possa assolutamente nascere un insegnamento ma solo un castigo, sicuro delle sue idee perché sorretto da solidi principi morali che rispetterà fino alla fine, tragica ma perfetta!

Tutto questo sullo sfondo di una città da cartolina, che a ben vedere si trova al centro del film dal principio alla conclusione, offrendo molto di più di semplici attrazioni turistiche ai due ignari visitatori e agli spettatori stessi, a cominciare da personaggi surreali, incontri inaspettati, set cinematografici, amori scaturiti da inganni, risse internazionali e scontri fra culture differenti, promesse mantenute ed altre tradite, ma più di ogni altra cosa svolte decisamente inaspettate!

McDonagh sfrutta la sua lunga esperienza teatrale per scrivere una sceneggiatura praticamente impeccabile, grazie a dei dialoghi intelligenti ed arguti, estremamente divertenti, spesso sopra le righe, quasi sempre distanti dalla trama e dai personaggi, di tarantiniana memoria (“Pulp Fiction” su tutto), con punte eccessive che sfociano nel grottesco, ma perfettamente in linea con le intenzioni dell’autore, ovvero cercare di sdrammatizzare la storia raccontata e di spiazzare lo spettatore insistendo sulla piega imprevedibile degli eventi, mantenendo alta l’attenzione senza dover per forza ricorrere ad inutili sequenze d’azione, che lo avrebbero penalizzato accomunandolo a certi lavori di registi come Guy Ritchie, ma puntando di più sulla messa in scena, con tempi e ritmi altrettanto incalzanti.

Tutto in “In Bruges” rimanda al teatro e alla migliore arte della scena, dalla fotografia di Eigil Bryld alle scenografie di Michael Carlin, passando per i costumi di Jany Temine e le musiche di Carter Burwell, ma forse quello che colpisce di più è la grande prova di recitazione dell’intero cast, a cominciare da Colin Farrell, grezzo, lunatico, stralunato e vulnerabile, proseguendo con Brendan Gleeson, pacato ed equilibrato ma altrettanto combattuto, e Ralph Fiennes, spietato e psicolabile, in grado di intimidire nonostante rimanga fuori campo per buona parte del film ed entri in scena prepotentemente solo verso le battute finali, concludendo con i numerosi personaggi “secondari” ma ugualmente necessari, come Clémence Poésy, la ragazza incontrata da Ray e Jordan Prentice, il nano che sta girando un film proprio nella cittadina fiamminga.

Un’opera prima, quella di McDonagh, che riesce nel suo intento di sorprendere, inanzitutto perché assolutamente inaspettata e senza alcuna presunzione di nessun tipo, e in secondo luogo perché consegna al mondo del cinema uno dei registi più interessanti e talentuosi in circolazione, da tenere sicuramente d’occhio!

martedì, giugno 24

Summer Sound 08



Anche quest'anno non potevo non fare la mia solita selezione primaverile/estiva con i miei pezzi radiofonici preferiti.

Quella foto comunque era troppo bella, dovevo assolutamente usarla, spero che il proprietario non se la prenda a male.

EDIT: per tutti quelli che chiedevano i titoli, si possono leggere nel retro della copertina, copertina che potete scaricare insieme a tutta la compilation da questo link!

sabato, giugno 21

Burn After Reading trailer e poster



Questi due vogliono superarsi e rischiano seriamente di riuscirci.

Siamo più dalle parti de "Il grande Lebowsky" che da quelle di "Fargo" o del recentissimo "No country for old man", il che non può che farmi piacere, visto che a tutt'oggi "The Big Lebwski" rimane il mio preferito (nonostante abbia amato gli altri titoli sopracitati e gran parte della filmografia dei Coen Bros), se poi andiamo a vedere il cast non posso fare altro che iniziare ad attenderlo in maniera irritante visto che tra gli altri troviamo Brad Pitt, George Clooney, Tilda Swinton, John Malkovich, J.K. Simmons e Frances McDormand.

La trama e il trailer sono il colpo finale e pure la locandina non è male: Ozzie Cox (Malkovich) è un ex agente della CIA. La sua promessa sposa (McDormand) gli ruba un disco sul quale sono contenute tutte le sue memorie - scottanti segreti di Stato compresi - ma lo dimentica in palestra, dove viene ritrovato dal un allenatore (Pitt) che vuole usarlo per ricattare Cox ed estorcergli del denaro sperando di potersi poi permettere uno o più ritocchini dal chirurgo plastico. A quel punto la CIA interviene, assoldando un killer (Clooney) che risolva il problema.

Uscita prevista in Italia e nel resto del mondo il 12 Settembre, o per chi può andarci al Festival di Venezia come premiere il 27 Agosto.

venerdì, giugno 20

Sms alla Madonna



Ok basta, chiudete la musica e già che ci siete accostate pure i videoclip.

Comunque erano anni che non compravo due cd in una sola settimana, belle cose (L)

giovedì, giugno 19

Forget the Film, Watch the Titles



La prima cosa che colpisce in un film sono sicuramente i titoli di testa, pochi cazzi!

Questo credo l'abbiano capito un po' tutti nel mondo del cinema (Sergio Leone è stato uno dei primi ad usarli, fuck yeah!), così sempre più spesso è possibile gustarsi all'inizio (e alla fine) del film dei piccoli gioiellini realizzati nei modi più disparati, dall'animazione 2d a quella 3d, passando per la motion graphics e vari mix di tecniche di graphic design, come le illustrazioni, il lettering e via dicendo.

"Forget the Film, Watch the Titles" è un archivio in costante aggiornamento, dove è possibile vedere parecchi esempi di questi piccoli capolavori, tra cui alcuni che mi permetterei di consigliare, ovvero "Hostage", "kiss Kiss Bang Bang", "Sweeney Todd", "Smokin'Aces" e "Thank you for smoking", però sinceramente andrebbero davvero visti tutti.

Certo ci sono molti titoli di film e corti non proprio conosciutissimi o del tutto sconosciuti e in minor numero titoli tratti da blockbuster, ma questo semplicemente perchè i gestori del sito prima di pubblicare i filmati devono chiedere i permessi ai rispettivi detentori dei diritti, quindi la cosa diventa come sempre piuttosto lunga...

Rimane comunque un progetto molto interessante, non resta che sperare di vederlo crescere con il tempo, intanto si può ingannare l'attesa gustando i video già presenti!

martedì, giugno 17

Quote of the week - Il limite

Il limite della stalla è Gesù,
nella storia dell'uomo non potrà mai avere di più.

Dargen D'amico dal pezzo "Limitato dal poeta", tratto dal nuovo album "Di Vizi Di Forma Virtù"

giovedì, giugno 12

The Demon



La J-Pop con una scelta coraggiosa ha deciso di portare anche in Italia "The Demon", opera prima di un giovane e talentuoso autore coreano, SUK Jung HYUN.

"The Demon" è un manhwa ambientato in un futuro prossimo dove il mondo è uscito provato da una serie di catastrofi naturali, sconvolgimento descritto in appena tre pagine e utilizzato principalmente per installare il contesto della storia, infatti da subito si viene immersi in una società in cui la polizia ha fatto spazio all'esercito e dove la televisione rischia di scomparire per mancanza di guerre e notizie di cronaca.
La pace internazionale che si è venuta a creare con la costituzione di un unico stato però rischia di saltare quando una bomba esplode in pieno centro a Seoul, rivelando un mondo non così perfetto come poteva sembrare...

L'autore mediante quest'opera ha certamente cercato di denunciare la manipolazione dei mezzi di informazione e gli eccessi militaristi (una denuncia politica diretta in primo luogo al suo paese ma più in generale a tutto il mondo) e lo ha fatto mettendo in scena un manhwa dal forte respiro cinematografico, non per niente lui stesso ha dichiarato di essersi ispirato e di essere stato influenzato da Park Chan-wook (regista di "Joint Security Area" e "OldBoy") e Bong Joon-ho (regista di "Memories of Murder" e "The Host"), creando un thriller fantascientifico dalle atmosfere intriganti e dotato di un buon ritmo e di una ricca vivacità narrativa, dovuta oltre che ai misteri e gli intrighi della trama, soprattutto alla parte grafica del progetto!

Non è solo il tratto realistico e preciso a stupire, ma anche l'abilità con cui SUK Jung HYUN è riuscito a sfruttare al meglio i colori, usando tanalità di grigio e di verde scuro per ricollegarsi alle atmosfere cupe e fredde della storia, senza però tralasciare le luci, le scie e le esplosioni decisive nelle sequenze d'azione, con uno stile che ricorda da vicino un certo tipo di animazione (il pensiero sicuramente va all'opera del grande regista Mamoru Oshii, "Ghost in the Shell").

Certo il manhwa non è privo di qualche difetto dovuto molto probabilmente all'inesperienza, in particolare per quanto riguarda la struttura narrativa, difatti alla fine della lettura si ha l'impressione che l'argomento trattato avrebbe meritato più di un solo volume per poter essere sviluppato al meglio, ma in fin dei conti è un problema che passa in secondo piano considerando che si tratta del suo primo lavoro.

Grandi invece sono le aspettative per il suo prossimo progetto, un adattamento cartaceo dell'ottimo film già citato prima "The Host", da cui potrebbe davvero venire fuori un capolavoro!

martedì, giugno 10

Gomorra



Volevo scrivere qualcosa riguardo quello pseudo documentario che risponde al nome di "Gomorra", ma ho trovato una recensione che rispecchia perfettamente il mio pensiero, quindi tanto meglio, tempo risparmiato.

Sull'onda dell'entusiasmo che si era creato intorno a sto film (premi, critica, pubblico, tutti si sono bagnati e hanno iniziato a farsi i pompini a vicenda, spero che non sia così anche per "Il Divo" sennò mi sparo), sono andato al cinema con grandi aspettative, anche perchè era stato promosso persino da recensori di cui di solito mi fido, ma che stavolta mi hanno tirato un gran bel pacco visto che già alla fine del primo tempo volevo tornarmene a casa (tanto non avevo manco pagato il biglietto, per fortuna), ma nonostante tutto ho resistito fino alla fine, se non altro per poter dire ho visto "Gomorra", che merda.

Garrone ha sbagliato tutto, questo non è cinema, forse non sa che non basta cercare di imitare il metodo di narrazione di film come "21 Grammi" e simili per dire guardatemi sono un grande regista!!1!11 a maggior ragione quando la trama è inesistente come in questo caso.

Se non fosse che a sto punto Garrone si farà prendere dai deliri di onnipotenza gli consiglierei di rivedersi "City of God" o film meno conosciuti come "Mala Leche", poi ne riparliamo.

And you can call it Eurotrash (cit.)



Dopo la partita di ieri sera non posso fare a meno di ridere.

Materazzi-Barzagli

il centrocampo del Milan

Camoranesi-Di Natale

Toni

Donadoni

lunedì, giugno 9

Quote of the week - Eventi

Gli eventi cambiano gli uomini.
Gli uomini non cambiano gli eventi.

Da "Infernal Affairs III", terzo capitolo della trilogia degli "Affari Infernali" da cui Scorsese ha tratto il suo "The Departed"

giovedì, giugno 5

Rjd2 - Deadringer



Fa strano vedere artisti del calibro di Moby ricevere lodi ed applausi ogni volta che escono con un album mentre altri produttori musicali sono relegati alla definizione, spesso ingrata, di underground.

Rjd2 è sicuramente uno degli esempi più lampanti, infatti nel 2002 dopo aver prodotto buona parte degli artisti in forza alla Def Jux (etichetta indipendente punta di diamante dell'alternative hip hop) ha dato alla luce il suo album d'esordio, "Deadringer", un disco quasi interamente strumentale assolutamente imperdibile, merito dell'ottimo gusto nello scegliere i campioni: funk, blues, jazz, soul, si legano a spezzoni tratti da film che danno al tutto un sapore dal forte respiro cinematografico!

Rjd2 riesce a riutilizzare chitarre acustiche, batterie, pianoforti, corni, tastiere, trombe, cori gospel e campioni vocali in maniera magistrale, creando atmosfere diversissime tra loro eppure tutte incredibilmente ipnotiche, in certi casi perfettamente retrò e dalle sfumature complesse a tal punto da trascendere i generi iniziali, dal suono dark e psichedelico di "Smoke and Mirrors" alle sonorità tranquille e solari tipiche di metà anni 60 di "Ghostwriter" (forse il pezzo migliore che da solo giustificherebbe l'acquisto dell'album), passando per l'improvvisazione jazz tipica delle jam session presente in "Chicken-Bone Circuit", al suono lo-fi in bilico fra rock e sintetizzatori di "The Horror" o la malinconia blues/soulful di "Work", giusto per fare alcuni esempi.

Insomma un perfetto biglietto da visita che non è bastato però a Rjd2 per uscire dall'underground ed è forse per questo che con il suo terzo disco ha deciso di mollare la Def Jux per un'etichetta più grande cambiando completamente approccio nel modo di fare musica, lasciando stare i campioni decidendo di cantare e di suonare con strumenti veri interamente da solo l'album "The Third Hand", con risultati alquanto discutibili e tremendamente indie pop, ma questa è un'altra storia...

Ghostwriter
Smoke and Mirrors
The Horror
Work
(per scaricare gli mp3, cliccare su "download original")

venerdì, maggio 30

Quote of the week - La gente

Odio la maggior parte della gente io.
Alcune volte guardo le persone e non ci trovo niente di attraente.
Voglio guadagnare così tanto da poter stare lontano da tutti.

Daniel Plainview aka Daniel Day-Lewis dal film di Paul Thomas Anderson, "There Will Be Blood", in Italia "Il Petroliere" (sic.)

mercoledì, maggio 28

Primo & Squarta - Spigne!



Speravo proprio che Primo & Squarta scegliessero questo pezzo come loro secondo singolo, visto che è uno dei miei preferiti all'interno del loro ultimo lavoro, "Leggenda".

Come sempre i beat di Squarta sono ancora più rock'n'roll metallo pesante, con un abbondante uso di chitarre campionate che ben si adattano alle rime ruvide e potenti di Primo Brown, sicuramente una garanzia di qualità ormai da tempo.

"Spigne!" è solo una delle tante facce di cui è composto "Leggenda", un disco hardcore e minimale, quasi rabbioso, dove sia le rime che le produzioni dei due artisti romani hanno trovato una valvola di sfogo (Squarta ha avuto l'occasione di spaziare tra sonorità jazz, loop ipnotici e campioni rock al 100% da affiancare al basso del musicista Nasty Gabbo, mentre Primo ha potuto dire la sua con un tono sempre più graffiante) ma che proprio per questo suona diretto, istintivo ed onesto.

Poi nel video c'è pure Hyst quindi big up!

Spigne! - Primo & Squarta
(per scaricare l'mp3, cliccare su "download original")

lunedì, maggio 26

Sam Sparro - Black and Gold



Ogni anno (per far vedere che potrei benissimo fare il produttore discografico o solamente perchè mi piace scommettere su cose che non richiedono nessun esborso finanziario) devo dire la mia sul probabile successo dell'estate, chiaramente prima dell'inizio del periodo estivo, altrimenti son buoni tutti...

L'anno scorso ho detto "Umbrella" ed "Umbrella" è stato (questo a prescindere dal mio giudizio personale, infatti il pezzo migliore in assoluto per me dell'estate passata era "Stop Me" di Mark Ronson, una bomba cazzo!), mentre quest'anno, pur non avendo sentito ancora molto di quello che inizia a girare, mi sbilancio verso il singolo di Sam Sparro, "Black and Gold", ascoltato ed apprezzato oggi alla radio.

Le scommesse sono aperte.

Black & Gold - Sam Sparro
(per scaricare l'mp3, cliccare su "download original")

sabato, maggio 24

riservo a tutti gli ospiti un'ottima accoglienza, scegli noi se vuoi raffinatezza ed eleganza (cit.)



e come niente... sparisce.

Saluto, con un po' di trhistezza, il mio vecchio template, ma ormai era proprio arrivato il momento di cambiarlo...

A dir la verità non avevo la minima idea del tipo di grafica da fare, alla fine però ho pensato di andare sul classico e dato che volevo l'esatto contrario dell'atmosfera pulp che cercavo con la versione precedente, ho puntato tutto su qualcosa di elengante e di semplice.

Se ci sono problemi di visualizzazioni siete pregati di contattare il sottoscritto, molto graditi i commenti!

As usual anche su DeviantArt.

mercoledì, maggio 21

MUTO



Una sola parola, STILE.

Blu è un artista, un mago dell'animazione che utilizza i muri (in questo caso quelli di Buenos Aires) e la tecnica della stop-motion per realizzare i suoi corti.

Per chi non lo sapesse la stop-motion consiste nel realizzare filmati mediante una serie di foto scattate in sequenza, ad ogni minimo movimento o in questo caso pennellata, corrisponde una foto; di solito per fare un secondo di filmato servono 24 fotografie e una volta finito il tutto segue un lungo lavoro di montaggio.

Questo giusto per rendere l'idea del culo mostruoso che si è dovuto fare per ottenere questo risultato!

lunedì, maggio 19

Quote of the week - Tendenze suicide

- Hai tendenze suicide?
- Solo di mattina.

Rusty aka Brad Pitt risponde alla domanda di Linus aka Matt Damon, dal film di Steven Soderbergh "Ocean's Eleven"

sabato, maggio 17

Take It To The Next Level



Madò, la Nike Football sta sempre avanti con le pubblicità, ricordo ad esempio La Gabbia o Joga Bonito, davvero ben fatte!

E così, per non essere da meno, hanno deciso di far dirigere il loro ultimo spot da Guy Ritchie (regista tra le altre cose di "Snatch") che ha avuto l'idea di riadattare un vecchio videoclip dei Prodigy, "Smack my bitch up", al mondo del calcio, girando parte della vita di un giovane calciatore tutta in soggettiva.

Come al solito sono stati coinvolti molti nomi importanti da Cristiano Ronaldo a Ronaldinho passando per Cesc Fabregas, Rooney, Van Nistlerooy e via dicendo.

Si può anche scaricare da qua (click destro - salva con nome), ad alta risoluzione in formato .mov solo che son 105 mb.

mercoledì, maggio 14

Spoilerin'



Ah ah ah madonna se sono divertente, si parla di spoiler e io piazzo l'immagine di una di quelle zarrate da tuning che si mettono nel retro delle auto...

Cazzate dovute a scleri lavorativi a parte, consiglio sto blog dove della gente annoiata scrive i finali dei film in maniera simpatica e divertente, quasi quanto quelli che usano i doppi sensi delle parole per allungare con le immagini i post scritti durante le pause.

Spoilerin'

lunedì, maggio 12

Hocus Pocus - Mr Tout le Monde



Ok, gli Hocus Pocus li ho già spinti abbastanza, direte voi, e invece no cazzo!

Continuerò a spingerli fino a quando loro andranno avanti a fare di tutto per farsi piacere da me, come il video del loro nuovo singolo "Mr Tout le Monde", tratto dal loro ultimo album "Place 54", assolutamente all'altezza dei precedenti lavori, "J'attends", "Hip Hop" e "Smile".

Come dicevo per il video dei loro connazionali OFX e che continuo a ripetere da tempo, i soldi non sono indispensabili quando ci sono le idee, quelle sì che servono, senza puoi avere a disposizione un budget enorme ma ti uscirà sempre e comunque una cagata... o al massimo una copia di una copia di una copia!

Certa gente dovrebbe guardare ed imparare.

venerdì, maggio 9

'90 Classic Flava



Nuova estate nuova compilation, per una tradizione che continua da anni ormai.

Quest'anno l'idea di base erano pezzi targati più o meno anni '90, quindi l'accostamento con le cassettine (i cd erano ancora qualcosa di alieno per me, almeno fino al 1999) è stato immediato.

Per vederla intera basta andare qui o qui.

martedì, maggio 6

Mai dire Inna



Oh la Inna non mi sta facendo rimpiangere la Petrillo, belle cose.

venerdì, maggio 2

Quote of the week - Lacrime e sorrisi

Devi tenere sotto controllo le tue lacrime e i tuoi sorrisi, perchè sono l'unica cosa che hai e che nessuno ti può togliere!

Jake Hoyt aka Ethan Hawke dal capolavoro di Antoine Fuqua, "Training Day"

giovedì, maggio 1

Marracash - Badabum Cha Cha



Ci ho messo un po' di giorni per assorbirlo, ma adesso non posso smettere di ascoltare il nuovo singolo di Marracash.

Il beat inizialmente mi aveva spiazzato, diversissimo da quello che mi aspettavo e benchè preferisca ancora ascoltare le rime di Marra su produzioni più simili a quella di "Popolare" o di "Chiedi alla polvere", la potenza di questo pezzo non si discute!

Come sempre è il testo a far la differenza, Marracash è "un mezzo genio e qualcuno (per fortuna) lo sa".

viene dalla strada questo badaboom cha cha
lo volevano la emi sony ed universal
mi dicevano di esagerare un po la realtà
ma diventa innocua senza credibilità
dice vendi ai 12enni che quella è l'eta
metti un po di trucco in faccia che crea novità
gli ho risposto sono vero e serio
ecco è la novità!


Il video spacca tutto, Mad Max a Barona, punto.

lunedì, aprile 28

Shablo feat. Caprice - Count on me



Parlare di Shablo in modo approfondito sarebbe troppo lungo e sono sicuro che è molto più efficace sentire con le proprie orecchie di cosa è capace più che leggere la sua biografia.
Scrivo giusto due righe di introduzione per tutti quelli che sicuramente non lo conoscono...

Nato a Buenos Aires, lo spirito migrante di Shablo l'ha portato a viaggiare in tutto il mondo e ad assorbire tutti i suoni dei luoghi che ha visitato, rendendolo uno dei produttori più versatili e talentuosi del panorama musicale internazionale!

Dopo aver passato gli ultimi 10 anni in Italia e dopo aver collaborato con gran parte della scena hip hop nazionale, nel 2005 ha deciso di trasferirsi ad Amsterdam dove ha iniziato a lavorare al suo album d'esordio in uscita a maggio, "The Second Feeling".

Un disco che conterrà tutte le influenze e le contaminazioni accumulate in anni d'esperienze e che vedrà la collaborazione di artisti (cantanti, musicisti, grafici) provenienti da svariati paesi, come l'Argentina, il Perù, l'Olanda, le Barbados, l'Inghilterra, l'Italia, gli Stati Uniti, il Canada e la Germania a conferma del sapore internazionale e multiculturale della musica di Shablo.

Il primo singolo è "Count on me", pezzo che vede il featuring di Big Boy Caprice, cantante soul olandese che contribuisce a rendere evidente il lato sentimentale del disco, quel "feeling" del titolo principale a cui Shablo intende arrivare attraverso il suo album!

Disco imperdibile, sicuro.



Ah il video è diretto dai TwoThings, un duo creativo composto da due ragazzi italiani, Boghe & Galman, dotati di un eccezionale talento visivo che ha preso le mosse da un’intensa attività come writers di graffiti e che li ha poi portati a studiare con attenzione le arti visive e la fotografia fino a quando le nuove tecnologie non hanno cambiato radicalmente il loro approccio all’arte: pittura e grafica, fotografia e video, sono confluite nell’unico mezzo espressivo digitale.

sabato, aprile 26

Tropic Thunder trailer e poster



Chiunque abbia visto ed apprezzato "Zoolander" sa di cosa è capace il genio comico di Ben Stiller!

Le aspettative per il suo secondo film da regista quindi non possono che essere enormi, a maggior ragione se nel cast compaiono nomi del calibro di Robert Downey Jr., Jack Black, Nick Nolte e Matthew McConaughey con camei di Tom Cruise e Tobey Maguire.

Il film racconta le vicende di cinque attori hollywoodiani impegnati nelle riprese di un kolossal sulla guerra in Vietnam, ma durante le riprese, nel paese che ospita il set scoppia una guerra reale. Impossibilitati a lasciare il paese e pressati dalla produzione che non vuole perdere denaro inutilmente, i cinque attori si ritrovano costretti a continuare le riprese nel bel mezzo dei combattimenti.

Le foto promozionali, le locandine e il trailer fanno ben sperare, non resta che aspettare l'uscita italiana, prevista per il 26 Settembre (in USA esce il 15 Agosto)!

mercoledì, aprile 23

Natale al cesso



Quando pensi che la ShortCut abbia vinto tutto, arriva un altro martedì e scopri che son riusciti a superarsi ancora un'altra volta.

Geniali.

lunedì, aprile 21

24 secondi Template



Nigga please pt.3

Dopo il template per il blog di A_G ecco un nuovo lavoro assolutamente vietato a tutti i white asses!

Per chi se ne intende di basket: 24secondi!

Come sempre il template in bianco fresco e pulito su DeviantArt.

domenica, aprile 20

Mariah Carey - Touch my body



Impossibile da negare, se sei una persona di sesso maschile, la visione del nuovo video di Mariah Carey non può che lasciarti turbato.

Ah e come sempre sono innegabili anche le doti canore di Mimi, ho appena recuperato l'album, vediamo se ci trovo qualche pezzo meritevole.

Touch my body - Mariah Carey
(click destro, salva con nome per scaricare l'mp3)

giovedì, aprile 17

Quote of the week - Male minore

chi vota scegliendo il male minore lo accetta finchè non muore.

Marracash dal pezzo "Molotov Cocktail"

martedì, aprile 15

Igoranz Verse Pusherz (cit.)



Altra infornata di recensioni veloci, questa volta solo film di un certo livello di ignoranza.

“Jumper” di Doug Liman

L’idea di base è sicuramente intrigante, chi non vorrebbe il potere di teletrasportarsi, poter entrare nelle banche di notte per fregarsi i soldi senza problemi e girare il mondo da mattina a sera nei più bei posti da “cartolina”? Il sogno di molti, figuriamoci se a scoprire di avere questo potere è un ragazzino che nella vita prende calci in faccia sia a scuola che a casa.

Nella parte introduttiva, infatti, vediamo fare tutte queste cose a David, il protagonista, che dopo essere scappato di casa si diverte a fare la bella vita, facendo colazione in Egitto e l’aperitivo a Londra, ma quando tutto sembra andare per il meglio ecco arrivare l’imprevisto: entrano in scena i “Paladini”, un gruppo di tizi vestiti di bianco che si meritano il premio come i migliori rosiconi cinematografici degli ultimi anni!
Questi non hanno alcun motivo per uccidere i “Jumpers”, ma lo fanno fin dal medioevo perché SI’, perché sono invidiosi dei loro poteri e rosicano, ma rosicano tanto, davvero tanto, tirando in ballo scuse puerili tipo “solo Dio può avere un potere del genere gnè gnè”...

Il bello è che ti viene da simpatizzare con questo gruppo di invidiosi bastardi, perché anche tu dentro stai rosicando dopo aver realizzato che quel potere non ce lo avrai mai e perché il protagonista fa di tutto per stare sul cazzo a chiunque, persino all’altro jumper che cerca di sopravvivere ammazzando a sua volta i paladini e a ben vedere pure alla ragazza di cui è innamorato fin da piccolo e sulla quale cerca di fare colpo, riuscendoci in parte perché lei è la solita zoccola che non può dire di no ad un viaggio a Roma e perché lui comunque rimane un fiiigo.

Il film ha il pregio di durare poco, ma purtroppo ha anche tutte le caratteristiche di un’occasione mancata, vuoi per il look sfacciatamente da teenager, vuoi per la sceneggiatura inconsistente e piena di buchi, se poi ci aggiungiamo una recitazione pessima da parte di più o meno tutto il cast (Hayden Christensen in primis, seguito a ruota da Rachel “sono la più figa di O.C.” Bilson e persino da Samuel L. Jackson, che ha sposato in pieno la filosofia del “accettiamo qualsiasi cazzata mi propongono, sempre di soldi si tratta!”) ed una regia che, a parte un paio di sequenze azzeccate, non lascia nulla, allora si prende atto di come abbiano buttato nel cesso l’idea iniziale.
Il fatto poi che il finale lasci spazio aperto a possibili/probabili sequel non aiuta di certo a migliorare il giudizio complessivo.

Ma in realtà non me ne fotte un cazzo, avrei visto questo film in ogni caso, per un semplice motivo: ad un certo punto mentre i protagonisti sono a Roma, vanno a prendere un taxi ed il tassinaro sta pompando dalle casse dell’autoradio il Colle der Fomento con il pezzo “Più forte delle bombe”, capito? Il Colle. In un blockbuster/cacatona made in Usa. Definitivo.
E poi dicono che non si supporta la scena…

“Gabriel” di Shane Abbess

Non bastavano la Francia, l’Inghilterra, la Spagna, il Giappone, la Corea e gli altri paesi orientali, dopo la Russia pure dall’Australia arriva la dimostrazione che certi tipi di film si possono fare anche al di fuori degli Stati Uniti… Tranne che in Italia, ovvio!

Intendiamoci, “Gabriel” non ha nulla di originale o innovativo, però è un buon film di genere e fa riflettere per alcuni motivi: innanzitutto è l’opera prima di un giovane regista australiano, che ha messo tutto quello che aveva in questa pellicola dimostrando che la passione a volte può portare a realizzare i propri progetti con risultati inaspettati.
Il film è stato girato con un cast sconosciuto e con un budget ridicolo, al punto che la troupe e gli attori stessi hanno dovuto accettare un sacco di pagamenti differiti; ma è stata una strategia vincente, visto che la Sony, che aveva acquisito i diritti per l'Australia e la Nuova Zelanda, ha deciso di distribuirlo in tutto il mondo, in alcuni casi direttamente in DVD (come da noi), ma sputaci sopra!

La trama vive di atmosfere dark/gotiche che ricordano fin da subito “Il Corvo” e che fanno da sfondo ad un mondo/purgatorio post-apocalittico dove Arcangeli e Caduti si sfidano per il controllo delle anime degli uomini, fra sparatorie e scontri ispirati al look di “Matrix” e di “Underworld”, con effetti già visti, ma notevoli per una produzione indipendente a basso budget.

Una pellicola con parecchi difetti ed ingenuità, ma non per questo da buttare, anzi, nonostante le premesse bisogna ammettere che Abbess e soci sono riusciti a fare un buon action movie assolutamente commerciale e d’intrattenimento, cosa che da noi, purtroppo, rimane un’utopia.

“Hitman” di Xavier Gens

La cosa divertente a Dicembre, quando “Hitman” è uscito al cinema, è stato leggere le recensioni in giro per la rete, non tanto quelle dei soliti critici-giornalisti, quanto quelle di un certo tipo di spettatori, che aspettano al varco uscite di questo tipo per tirargli addosso chili di merda.
Per carità, si tratta sicuramente di un film che può non piacere, ma le motivazioni dei diretti interessati mi sono sembrate abbastanza piatte e mi hanno portato a dividere in due sottocategorie questi recensori: i seriosi e i nerd-videoludici.

I primi, a furia di rivedere l’ultima pippa mentale di David Lynch, hanno ormai deciso che dei tanti film di genere che escono ogni anno alcuni devono far cagare per forza, perché ricalcano tutti gli stilemi del genere di cui fanno parte e sfoderano tutta la loro conoscenza in materia cinematografica per demolirli pezzo per pezzo.
Per quanto riguarda “Hitman” nello specifico le accuse son sempre le stesse, il solito film d’azione senza nulla di originale (salvo poi gridare al miracolo una volta vista quella furbata di “Cloverfield”), la solita regia che si ispira ai soliti modelli (e qui mi si deve spiegare perché certi elementi standard come le sequenze al ralenti per film come “300” vanno bene mentre per altri no), la solita sceneggiatura pietosa e dulcis in fundo il solito montaggio confuso.
Ora, io non ho avuto nessun problema a star dietro alla storia (proprio perché simile a molte altre), ma se uno che perde ore a star dietro ai deliri di Lynch poi mi viene a dire che il montaggio di “Hitman” sembra fatto apposta per confondere lo spettatore mi sorge qualche dubbio…

Che poi è innegabile che Gens (giovane autore francese che ha fatto scalpore con l’horror “Frontière(s)”) per la regia si sia sicuramente ispirato ad un certo tipo di cinema d’azione alla John Woo, ma ha anche cercato di inserire qualche trovata originale (come la scena dei ragazzini che stanno giocando proprio ad “Hitman”) e soprattutto ha cercato di ricreare in qualche modo le atmosfere del gioco (le movenze del protagonista o le sequenze nei corridoi degli alberghi).

Ed è proprio la fedeltà al videogioco quello che ha scatenato le ire dei nerd-videoludici, scontenti perché secondo loro “hanno rovinato uno dei migliori personaggi dei videogiochi degli ultimi anni sprecando una storia piena di spunti e potenzialità”.
Piena di spunti e potenzialità? Ma ziocane, “Hitman” è un videogioco ispirato dal cinema di genere di cui parlavo prima, con evidenti rimandi a Léon, il killer silenzioso di bessoniana memoria, Besson che tra l’altro produce il tutto con la sua Europa Corp.
Un cerchio che si chiude.

Dopotutto come puoi aspettarti chissà quale realismo o trama articolata da un film che porta in scena un assassino pelato con tatuato un codice a barre sulla testa, che si veste quasi sempre con un completo nero, la camicia bianca e la cravatta rossa?

Secondo me inoltre un punto a favore di questa pellicola è stato il fatto di volare basso da subito, vendendo un prodotto che fin dalla confezione mostrava tutto quello che aveva da offrire, senza provare a spacciarlo per quello che non poteva essere.
Aspettarsi altro a questo punto era proprio da stupidi!

Voglio anche spendere alcune parole per i due attori principali, inizio con Timothy Olyphant (il cattivo dell’ultimo “Die Hard”), che inizialmente temevo non fosse adatto al ruolo dell’agente 47, ma che invece mi ha costretto a ricredermi, mettendo in scena un perfetto killer di ghiaccio, e concludo con la protagonista femminile, Olga Kurylenko (che sarà la prossima bond girl nel nuovo capitolo di 007), che non offre chissà quale prova di recitazione ma bisogna ammettere che è davvero figa!

domenica, aprile 13

Aaliyah - Hot like fire



Negli ultimi anni il successo di Timbaland è cresciuto in maniera esponenziale, fino a raggiungere proporzioni a dir poco mondiali, conquistando anche i paesi dove prima era semi-sconosciuto, come (guarda caso) la nostra Italia; infatti se fino a poco tempo fa provavi anche solo per sbaglio a pronunciare il suo nome ti guardavano male e pensavano ad un paio di scarpe, ordinaria amministrazione che ormai fa più ridere che piangere.

Con il suo tocco magico ha contribuito in maniera decisiva alle carriere musicali di artisti come Justin Timberlake e Nelly Furtado, ma credo che la scelta di Madonna (e prima ancora dei Duran Duran) di farsi produrre il disco nuovo da lui sia la dimostrazione definitiva: il suo è il suono del momento!

Peccato che questo suono sia un marchio di fabbrica che dal 1996 lo accompagna in ogni sua produzione e che ha imposto nuovi standard nella black music e più in generale nella musica pop!
Prima ancora di questa recente ondata di artisti, Timbaland ha collaborato con una lunga lista di cantanti, gruppi ed mc americani, dalle Destiny’s Child a Jay-Z, ma soprattutto aveva formato una vera e propria famiglia insieme a Missy Elliott, Ginuwine ed Aaliyah.

Tutti artisti che per qualche oscuro motivo in Italia non erano neanche minimamente considerati, tragicomica a questo proposito la notizia della scomparsa della bravissima Aaliyah nei tg nazionali, con gli speakers che non avevano la più pallida idea di come pronunciare il suo nome con risultati deliranti.

Quindi nonostante questo "nuovo" boom di Timbo, molto probabilmente le sue migliori produzioni rimangono quelle passate, in particolar modo quelle che potevano contare sulla splendida voce, impossibile da dimenticare, di Aaliyah, quando erano davvero una novità!

Tra una Madonna ed un Justin la cosa migliore da fare è recuperare la discografia di Aaliyah, pochi cazzi.

Hot like fire - Aaliyah
(per scaricare l'mp3, cliccare su "download original")

mercoledì, aprile 9

4 minutes to save the World



Maledetto Timbo, lo sapevo che finiva per farmi piacere pure il nuovo singolo di Madonna!

E poi trova sempre il modo di infilarci il Giustino in mezzo, che non guasta mai...

Ah e il video è diretto da Jonas & François, gli stessi di "Good Life" di Kanye e "D.A.N.C.E" dei Justice, mica cazzi.

4 minutes (to save the World) - Madonna + Timbaland & Justin Timberlake
(per scaricare l'mp3, cliccare su "download original")

martedì, aprile 8

Stardust



Il fantasy non è propriamente un genere nelle mie corde e va detto che la sovrabbondanza di uscite che si susseguono in quest’ultimo periodo non mi aiuta di certo a modificare la mia opinione, anzi non fanno altro che peggiorarla, basti pensare a certe oscenità come “Eragon”…

Eppure “Stardust” rappresenta la classica eccezione che conferma la regola, anche se ammetto che non è stata esattamente una sorpresa, in quanto il nome del regista, Matthew Vaughn, è bastato fin da subito per incuriosirmi, elemento decisivo quando si tratta di dare attenzione a pellicole che solitamente eviterei.

Ancora una volta ho fatto bene a seguire il mio istinto, perché “Stardust” prima ancora di essere un ottimo film è soprattutto un’onesta fiaba, che, per fortuna, non ha nulla a che vedere con le altre produzioni fantasy che intasano purtroppo il mercato.
La sua forza è la sua onestà di fondo, completamente differente e distante da certe pesantezze narrative presenti ad esempio ne “Il Signore degli Anelli”, o da pretese di successo che portano a strizzare l’occhio a più persone possibili, sfruttando la scia di successo dei predecessori ed oscurando così quanto di buono presente in scena, com’è successo con “La Bussola d’oro” e lontano finalmente dal target principale di certi prodotti spudoratamente adolescenziali, come “Harry Potter” o “Le cronache di Narnia”.

Tratto da un romanzo illustrato di Neil Gaiman, scrittore britannico considerato da molti come uno dei più importanti autori del genere fantascientifico/fantasy, il film mantiene le caratteristiche dell’opera da cui è tratto e mette in scena tutti gli elementi classici presenti nelle favole di un tempo, dalle streghe ai principi, con tanto di lieto fine, ma lo fa in maniera chiara, leggera e al tempo stesso elegante, una scelta che ha il pregio di riuscire a far sognare ad occhi aperti lo spettatore, trasportandolo all’interno dell’avventuroso viaggio compiuto dai protagonisti e della loro romantica storia d’amore.

Gran parte del merito va certamente al giovane regista e sceneggiatore Matthew Vaughn, che già con il suo precedente lavoro “Layer Cake” (da noi uscito direttamente in homevideo con il titolo “The Pusher”), un ottimo noir di stampo inglese (non per niente prima ancora aveva prodotto i primi due film di Guy Richie, “Lock & Stock” e “Snatch”), era riuscito a dimostrare tutto il suo talento e la sua professionalità, che presto metterà al servizio del prossimo adattamento Marvel, “Thor”, personaggio sicuramente nelle sue corde!

Vaughn è riuscito a cogliere lo spirito del romanzo di Gaiman ed ha cercato di conciliare la struttura classica della fiaba con elementi più moderni ed adulti come l’introspezione e la crescita interiore, senza tralasciare una giusta dose di umorismo ed ironia che fortunatamente non scadono mai in un certo tipo di comicità, inadatta al soggetto della pellicola.
Oltre alla sceneggiatura anche la parte tecnica è praticamente priva di difetti, grazie ad una regia intelligente e sobria, non priva di alcune trovate visivamente interessanti, come il duello voodoo o l’idea dei principi fantasmi, una colonna sonora adatta ad ogni situazione, dai momenti intimisti a quelli epici, una grande cura della fotografia e dei costumi, le magnifiche ambientazioni ed i paesaggi visibili nelle riprese ad ampio raggio.

A tutto questo vanno aggiunti degli effetti speciali per una volta non invasivi ma al contrario ridotti al minimo ed usati per esaltare le suggestioni immaginifiche e poetiche del film, che lasciano il giusto spazio all’ottimo cast, composto quasi interamente da attori inglesi, fatta eccezione per due stelle Hollywoodiane, la stupenda cinquantenne Michelle Pfeiffer, nei panni della strega Lamia, alla ricerca dell'eterna giovinezza ed il grandissimo Robert de Niro, che gigioneggia divertendosi e facendo divertire nel ruolo di Capitan Shakespeare, comandante piuttosto stravagante di una banda di pirati del cielo.
Da segnalare inoltre le brevi e simpatiche comparsate di Rupert Everett, Peter O'Toole e Jason Flemyng, ma soprattutto va sottolineata la prova spontanea e sincera, quasi ingenua, ma assolutamente perfetta per i loro personaggi, dei due giovani protagonisti, Charlie Cox e Claire Danes (“Romeo+Juliet”).

Insomma un film che colpisce per la sua semplicità e la sua freschezza, capace di riproporre in chiave nuova ed attuale delle storie ritenute fuori dal tempo, in un modo per niente scontato, senza mai scadere nella banale retorica, confermandosi una delle migliori opere fantasy del cinema contemporaneo!

lunedì, aprile 7

Quote of the week - Lieve attacco

Signori, purtroppo T-Bird non sarà dei nostri stasera... soffre di un lieve attacco di morte.

Top Dollar aka Michael Wincott dal film culto di Alex Proyas, "The Crow - Il Corvo"

Questo per dire ai pochi rimasti in ascolto che come avevo già annunciato è stato il mio pc ad avere un lieve attacco, però niente che una bella formattazione non possa risolvere.

Difatti sono quasi tornato operativo al 100%, ancora un po' e tornerò ad aggiornare la baracca, se ci siete restate sintonizzati.

venerdì, marzo 28

Campagna Elettorale



Geniale, mi hanno convinto.

giovedì, marzo 27

Quote of the week - La chiave

dammi una chiave di lettura
non è la forza
sono parole non basta una serratura.

Jake dal pezzo "La chiave", tratto dal disco "Vile Denaro"

mercoledì, marzo 26

Lutti



Le letteronze non fanno più parte di "Mai Dire...", quindi quest'anno niente Petrillo.



Raffaella Fico è già uscita dal GF senza aver avuto l'occasione di esprimersi al meglio.



Il mio pc è diventato all'improvviso lento come la giustizia italiana, ergo la pausa iniziale rischia di diventare ancora più lunga.

mercoledì, marzo 19

e se ho scelto questa pausa è perchè me la devo... (cit.)



No è che in realtà è un periodo un po' peso, poco tempo per tutto, poca voglia per ogni cosa, sicuramente quando torno a casa la sera l'ultima cosa che faccio è accendere il pc, quindi per chi segue sto posto non posso far altro che dire abbiate pazienza.

Che poi nelle ultime due settimane ho visto un botto di film di cui non scriverò mai una recensione ma che riassumo velocemente:

-Sogni e delitti (Cassandra's Dream) di Woody Allen
Non è male, un noir secco e pessimista, bugie morti e paranoie, con poco spazio sia ai sentimenti melodrammatici di "Match Point" che ai toni da commedia di "Scoop", gli altri due film della sua "trilogia londinese"; buono tutto il cast (molti han criticato Farrell, non capisco perchè..), colonna sonora adatta all'ambientazione e una fotografia molto bella, certo potrebbe risultare un po' di maniera e pure noioso, ma ammetto che personalmente mi ha annoiato di più "Match Point", nonostante la Scarlet, gusti.

-L'innocenza del peccato (La Fille Coupée En Deux) di Claude Chabrol
Sicuramente Chabrol si è divertito ancora a mettere in luce tutti i peggiori aspetti della borghesia francese, aiutato da un cast in ottima forma (soprattutto François Berléand e Benoît Magimel) e dalla sua solita bravura come regista, però anche qui secondo me c'è un po' di manierismo, esattamente come nel film di Allen, non che sia un male, ma da certi autori ci si aspetta sempre qualcosa in più.
Chiaramente non per tutti i palati, molti lo vedrebbero più o meno così SPOILER "tipa giovane, ambiziosa e zoccola si invaghisce di un vecchio ricco scrittore che la bomba e le insegna pratiche mai viste, solo che è un infame con moglie quindi la lascia, lei allora si sposa con uno ancora più ricco, figlio di papà, che rimane sconvolto dai lavori di bocca imparati e per vendicarsi uccide lo scrittore" e forse non avrebbero tutti i torti.

-10.000 A.C. di Roland Emmerich
Una merda infame però divertente da guardare con le persone giuste, a patto di fare un discreto casino disturbando così la visione al resto delle persone, che tanto non gliene frega un cazzo.
In pratica ci sono dei tipi mulatti coi rasta dalla nascita che vivono su una montagna dove nevica quasi sempre, si definisco un gran popolo ma in realtà son tipo 20-30 e danno retta ad una vecchia di merda che c'ha le visioni.
Ad un certo punto arrivano dei tipi a cavallo che si fanno un mazzo tanto giusto per rapire una decina di uomini da usare come schiavi ma che fanno l'errore di rapire anche la tipa con rasta+occhi azzurri tanto cara al protagonista, "Tleh", una cosa imperdonabile, così lui e gli altri guerrieri più forti della tribbù (che guarda caso durante l'attacco si erano nascosti), decidono di partire al salvataggio.
Durante la discesa dalla montagna trovano una serie di animali incazzosi e affamati, tutte le tribbù pseudo africane (tra cui i valorosi "kula") con le loro profezie di stocazzo e la pelle sempre più nera, fino ad arrivare alle piramidi degli egizi che sono schiavisti e stronzi però almeno non vanno in giro a far le trappole ai mammoth per sopravvivere, hanno le navi, i cavalli, i barbieri e si sanno vestire; la fine non la racconto neanche.
E dire che "The day after tomorrow" mi era piaciuto, che bisogno c'era di fare sto schifo, ma soprattutto come cazzo ha fatto a costare così tanto che aveva degli effetti speciali di merda?

-Sweeney Todd di Tim Burton
Il musical non è esattamente un genere nelle mie corde, abile parafrasi per dire che mi fa cacare, e Burton non è uno dei miei registi preferiti sebbene riconosca che molti dei suoi film mi siano piaciuti (a cominciare da "Beetlejuice").
In questo caso è riuscito a farmi piacere anche il musical, facendo un film assolutamente burtoniano dalla fotografia (sempre belli i colori utilizzati) ai personaggi, interpretati con maestria e bravura soprattutto da una coppia di attori che potrebbero tranquillamente essere definiti anch'essi "burtoniani allo stato puro", il grande Johnny Depp (che spero la finisca di sputtanarsi con Sparrow e i pirati di stocazzo) e la mogliettina Helena Bonham Carter.
Insomma c'è molto di Burton e poco del musical di Stephen Sondheim, ma è giusto così, altrimenti il risultato non avrebbe avuto lo stesso fascino!
Poi c'è il sangue. Molto sangue.

Avevo anche iniziato a buttar giù qualcosa su "No country for old man", ma esattamente come per "American Gangster" mi sono bloccato, anche perchè ormai ho capito che è molto più facile spiegare come mai un film NON ti è piaciuto, piuttosto che il contrario...

Boh si vedrà, per ora è tutto.

venerdì, marzo 14

Quote of the week - Percentuale

-È un uomo religioso signor Corso? Voglio dire, lei crede nel soprannaturale?
-Io credo nella mia percentuale.

Boris Balkan aka Frank Langella prende atto del credo di Dean Corso aka Johnny Depp nel film "La nona porta" di Roman Polański

mercoledì, marzo 12

MR 73 trailer e poster



"MR 73" è il nuovo film di Olivier Marchal, autore di quel piccolo capolavoro che risponde al nome di "36 Quai des Orfèvres"!

Secondo le sue intenzioni questa pellicola è la terza parte di una trilogia che ha avuto inizio con "Gangsters", il suo primo film uscito nel 2002, con cui ha voluto rendere omaggio ai poliziotti che ha conosciuto durante i 12 anni che ha trascorso all'interno della polizia francese.
Storie di poliziotti abbandonati dai loro stessi colleghi, traditi dalle autorità e rovinati da un mestiere che hanno messo davanti ad ogni cosa e che li ha ripagati solamente con solitudine e disperazione.

Questa volta il protagonista della storia è Louis Schneider, un poliziotto senza più stimoli, dedito all'alcool e perseguitato dai fantasmi del suo passato a cui viene dato un nuovo incarico che potrebbe risollevare le sue sorti: gli viene affidata infatti la protezione di Justine, una ragazza di 25 anni i cui genitori sono stati uccisi anni prima da Charles Subra, un feroce assassino che Schneider ha arrestato all'epoca dei fatti e che ora sta per essere rilasciato...

Ancora una volta al fianco di Marchal troviamo il bravissimo Daniel Auteuil, nei panni di Schneider e Olivia Bonamy, protagonista del recente "Ils", uno dei film horror più interessanti degli ultimi anni (guarda caso francese).

In Francia è uscito oggi, mentre secondo IMDB in Italia dovrebbe uscire il 4 Aprile, cosa che mi stupisce (ma non troppo dato che nel cast è presente Auteuil), vista la moltitudine di pellicole transalpine che ancora non hanno raggiunto il nostro paese (come il sopracitato "Ils", "Chrysalis", "Eden Log", "Dante 01", "La Clef" e molti altri)...

lunedì, marzo 10

Subsonica - L'errore



Sono in periodo ri-ascolto Subsonica, anche se ammetto che l'ultimo album non mi ha fatto impazzire, parafrasando Frankie Hi Nrg, che durante il dopofestival di quest'anno ha detto che il pezzo dei Tiromancino era un po' fiacco rispetto ad altre canzoni fatte da loro in precedenza (ok il discorso era un po' più ampio ed è inutile dire che Frankie aveva ragione e che con 'sti cazzi ha vinto, anche perchè Zampaglione è un povero idiota che rosica e si comporta come un bambino dell'asilo, ma di quelli stupidi e viziati!).

Tornando ai Subsonica non nascondo che si tratta di uno dei pochi gruppi italiani che mi piacciono al di fuori della scena black nostrana, inoltre ho sempre apprezzato i loro video, molto originali e ben diretti, come ad esempio quello di "Vita d'altri", oppure quello de "L'errore", diretto da Matteo Bonifazio, con un taglio decisamente d'azione, perfetto per il suono duro e deciso della canzone.

Per quanto riguarda il dopofestival invece conviene recuperarlo interamente su youtube, come sto facendo io, perchè a quanto pare è stato uno dei programmi migliori passanti in televisione negli ultimi tempi!
Avrebbero dovuto fare 2 ore di dopofestival e mezz'ora di canzoni che tanto ormai fanno cagare a livelli mai visti, ogni anno sempre di più, ce la stanno mettendo tutta per far chiudere quest'inutile manifestazione.

giovedì, marzo 6

A_G Template



Nigga please. pt2

Ovvero il nuovo template del blog di my man A to tha G!

Astenersi perditempo e tutti quelli "troppo bianchi per questa merda!".

lunedì, marzo 3

Kayna Samet - Entre Deux Je



Quando il primo album di un artista esordiente riesce a stupire e a convincere con la stessa forza degli album di artisti ormai affermati e riconosciuti è sempre una piacevole sorpresa, se poi l'artista in questione è una cantante francese e i nomi a cui la si può accostare sono le "stelle" del soul moderno americano, allora la sorpresa è ancora più grande!

L'artista in questione si chiama Kayna Samet, nata e cresciuta a Nizza in un quartiere non troppo tranquillo della città, la classica "rosa cresciuta nel cemento" se vogliamo, infatti nonostante fino ad oggi abbia composto un solo album, "Entre Deux Je", uscito nel 2005, non ho nessun problema ad accostarla ad Alicia Keys, per quanto riguarda le abilità vocali ma soprattutto per lo stile, un suono soul classico scandito dal pianoforte, ma influenzato inesorabilmente dalla strada e dalla cultura che ha saputo darle voce, l'hip hop.

E proprio la strada è uno degli argomenti chiave dei testi di "Entre Deux Je", unita alle frustrazioni e i problemi dei giovani immigrati di seconda generazione che vivono nelle grandi città francesi (in "Mon tour" con Sinik o in "En bas" che vede il featuring di uno dei più importanti gruppi underground americani, i Mobb Deep) ma anche i problemi famigliari con il padre (nel pezzo "Celui que jvoulais") e i ringraziamenti verso il fratello (su "Le barreau des coeurs"), o ancora l'implacabile routine quotidiana (in "Ecorchée vive" e "A perte de vue") ed il mal d'amore (nei pezzi "En mal d'amour" e "Toi qui sais"), passando persino per un pezzo storytelling che parla di violenza coniugale ("Besoin de renaitre").

Ancora non si sa nulla sull'uscita del secondo album, ma io non posso far altro che aspettarlo con molta curiosità, per vedere se Kayna riuscirà a confermare quanto di buono fatto con il suo primo lavoro, in modo da poterla definitivamente consacrare come la figura di riferimento del soul francese!

Underground
En Bas (feat. Mobb Deep)
Ecorchée Vive
(per scaricare gli mp3, cliccare su "download original")

venerdì, febbraio 29

Quote of the week - Saluti

- Se non torno salutami mia madre.
- Ma tua madre è morta Llewelyn...
- Allora lo farò io!

Llewelyn Moss aka Josh Brolin e Carla Jean Moss aka Kelly Macdonald dall'ennesimo capolavoro dei fratelli Coen "No Country for Old Men"

mercoledì, febbraio 27

Blade Runner Blues



Una delle tante cose che contribuiscono a fare di "Blade Runner" un capolavoro del cinema è sicuramente la colonna sonora!

Composta dal musicista greco Vangelis, autore tra le altre, anche delle melodie di film come "Alexander", "Momenti di gloria" e "Missing - scomparso", è sicuramente una delle colonne sonore migliori mai portate sul grande schermo, struggente e surreale al punto giusto, in maniera tale da risultare perfettamente in simbiosi con le tematiche, le atmosfere e l'ambientazione del film.

Un suono molto moderno ma classico al tempo stesso, un giusto mix di ambient ed elettronica, fra sintetizzatori, organi hammond, tastiere, pianoforte e trombe, quest'ultimo elemento fondamentale soprattutto nel mio pezzo preferito, ovvero "Blade Runner Blues"!

Chiunque non l'abbia ancora visto farebbe bene a rimediare immediatamente...

Blade Runner Blues - Vangelis
(per scaricare l'mp3, cliccare su "download original")

lunedì, febbraio 25

La vita non è un film perché i buoni non vinceranno (cit.)



Quello sopra è la dimostrazione che gli Oscar la maggior parte delle volte li danno alla cazzo, oppure dietro ci sono delle storie che guarda la mafia in confronto levati!

Dai su insomma ce ne vuole per dare il premio per i migliori effetti speciali a "The Golden Compass" con l'orso delle golia bianca, quando in nomination c'erano i "Transformers", è una presa per il culo mica da ridere, immagino la faccia di Michael Bay e di tutti i dipendenti della ILM.

Per il resto bella per i Coen e il loro "No country for old man", anche se mi fa rodere terribilmente perchè ancora non l'ho visto e non ho la più pallida idea di quando riuscirò a vederlo...

Scontato l'oscar per il miglior attore a DD-Lewis, così come scontato quello a "Ratatouille" per il miglior lungometraggio animato, anche se dopo la vittoria dell'orsetto non si può ma dire!

Poi va beh, non mi capacito del fatto che quella fiaccata di "Bourne Ultimatum" si sia portato a casa 3 statuette, mentre ha spiazzato tutti la vittoria di Marion Cotillard come miglior attrice protagonista, ma dico io, guardate che questa ha recitato i primi 3 e dico 3 episodi di "Taxxi", mica pippe.

Ah per quanto mi riguarda per me il vero vincitore della serata degli Oscar 2008 è lui, Viggo detta le mode!

sabato, febbraio 23

Tony Fine & Donuts - Parlo con James



Per la serie pochi soldi ma buone idee, ecco il nuovo video di Tony Fine & Donuts, realizzato da Alessandro Russo.

Un green screen, una 8mm, un appartamento vuoto come set, photoshop, un gran lavoro di montaggio, ma soprattutto un bel po' di sbatti, pazienza e passione, almeno a giudicare dal post scritto da Tony su Soulville!

Poi il pezzo mi prende bene, aspetto l'album con parecchia curiosità...

giovedì, febbraio 21

Quote of the week - La morale

Allora, questo uccelino non sapeva ancora volare, durante l'inverno, in una notte fredda, ruzzola giù dal nido e finisce nel sentiero.
Comincia a gridare "PIIO PIIO PIIO" come un matto e sta per morire di freddo, ma per fortuna per lui ecco arrivare una vacca; lo vede e pensa di scaldarlo, e così alza la coda e...SPLASH, una margherita bella e fumante, grossa così.
L'uccellino al caldo è tutto contento, tira fuori il capino e ricomincia "PI-PIIO PI-PIIO".
Ma un vecchio cojote lo sente e arriva di corsa, allunga una zampa e lo tira fuori dalla cacca, lo pulisce ben benino, e poi... GNAM! Se lo ingoia in un solo boccone.
Il nonno dice che la morale c'è, e che bisogna cercarsela da soli.

Nessuno aka Terence Hill dal film "Il mio nome è Nessuno"

martedì, febbraio 19

Live Free or Die Hard



Visto che siamo in tema utilizzerò il film "Live free or Die Hard" (che in italia è diventato "Die Hard - Vivere o morire" perchè, non si sa bene per quale assurdo motivo, alla saga di John McClane hanno sempre dato titoli a caso) per fare un discorso generale su un tema molto caro a gran parte della popolazione maschile, un elemento che da solo può convincere un maschio a spendere 7 euro di biglietto o 20 di dvd, qualcosa capace di far sembrare un capolavoro anche quello che agli occhi di alcuni spettatori potrebbe sembrare una cagata immonda: l'IGNORANZA!

Negli anni '80 e '90 i film d'azione erano legati con un doppio filo a questa caratteristica: un vero film d'azione DOVEVA essere ignorante, ma non ignorante in senso dispregiativo, non mi permetterei mai, l'ignoranza era una cosa in più, difficile da spiegare a parole, difficile da comprendere fino in fondo, ma che si riconosceva a naso, nascosta dietro ogni battuta, ogni calcio in faccia, ogni esplosione, ogni sparo.
Lei c'era e il fatto che ci fosse ha permesso ad alcune pellicole di diventare dei veri e propri cult, rendendo i loro protagonisti degli eroi del cinema d'azione!

Emblematico il caso di Schwarzenegger, protagonista assoluto del film ignorante per eccellenza, "Commando", un capolavoro fatto di battute memorabili da citare ad oltranza, roba che ti rimane impressa nelle retine e nei timpani fino alla vecchiaia e che con il tempo assume sempre più un non so che di mistico.
Scorrendo i film di quegli anni saltano fuori tutti i nomi degli alfieri del genere, insieme al presidente della California infatti troviamo Jean-Claude Van Damme con i vari "Lionheart", "Senza esclusione di colpi" o "I nuovi eroi – Universal Soldiers" in coppia con Dolph Lundgren, uno degli scontri più importanti di quel periodo, il primo Steven Seagal, quello di "Nico" per intenderci, lo Stallone di "Rambo 2 & 3", "Cobra", "Demolition Man" faccia a faccia con un platinato Wesley Snipes o "Tango & Cash" con Kurt Russel, Gibson quando ancora non dirigeva film splatter in lingue morte, con la serie "Arma Letale" e ultimo ma non ultimo proprio Bruce Willis, con "L’ultimo boy scout" ma soprattutto con il personaggio di John McLane, l’unico vero ed inimitabile duro a morire!

Questo quarto capitolo inizialmente mette di fronte ad un McLane invecchiato e stanco, un "fossile del passato" che si trova suo malgrado coinvolto ancora una volta in una situazione all’apparenza più grande di lui, contro un nuovo tipo di terrorismo a lui sconosciuto, quello informatico!
Ma basta un attimo per capire che la tecnologia potrà fare ben poco contro McLane, la sua canotta sporca di sudore e sangue e le sue battute micidiali, infatti senza pensarci troppo il coriaceo agente di polizia decide che è arrivato di nuovo il momento di salvare i suoi amati Stati Uniti, ma non solo, stavolta si tratta anche di una faccenda personale, visto che i terroristi incauti decidono di fare la più grande cazzata del mondo, ovvero prendere in ostaggio la sua figlioletta...

Sono troppo vecchio per saltare fuori dalle macchine dice McLane ad un certo punto, eppure paradossalmente questo è, con molta probabilità, l’episodio della serie dove ha dovuto faticare di più, tra esplosioni, elicotteri, sparatorie, ponti che crollano, inseguimenti fra auto, camion e addirittura un jet, cavandosela nonostante tutto in maniera dignitosa, in un crescendo di scene spettacolari alternate con la solita ironia a cui il personaggio interpretato da Willis ci ha abituato.

Un ritorno riuscito quindi? Sì e no, sì perché alla fine il film fa il suo sporco lavoro senza troppi problemi, divertendo ed intrattenendo il pubblico (maschile) come dovrebbe fare un qualsiasi action movie, no perché comunque "Live Free or Die Hard" è il titolo meno riuscito della serie, a causa di una sceneggiatura che nonostante la lunga durata non riesce a dare il minimo spessore agli altri personaggi presenti in scena e che mostra delle sequenze d’azione che stonano con l’atmosfera dei precedenti capitoli, preferendo la spettacolarità (scelta sicuramente nelle corde del regista Len Wiseman, creatore di "Underworld" e sequel) a scapito della credibilità, puntando sugli effetti speciali e spostandosi più verso i territori delle baracconate alla "Mission: Impossible III" o degli ultimi Bond pre "Casino Royale".

Il primo difetto è quello che più pesa nel complesso, il film infatti è scritto e girato per far fare bella figura a McLane prima del definitivo pensionamento e questo probabilmente ha portato ad una piattezza di caratterizzazione generale (a parte il simpatico cameo di Kevin "Silenth Bob" Smith nei panni di un hacker/nerd di "Star Wars"), dal giovane hacker Matt, interpretato da Justin Long ("Dodgeball"), che capisce prima di tutti il piano dei terroristi a cui ha inconsapevolmente partecipato e che accompagnerà il detective nella sua missione di salvataggio, alla figlia Lucy, ovvero Mary Elizabeth Winstead ("Grindhouse"), dal carattere ribelle ma in fondo simile in tutto e per tutto al caro paparino, anche se il peggio è stato fatto con l’antagonista principale, Thomas Gabriel un ex funzionario dell’FBI intenzionato a sabotare l'intero sistema computerizzato nazionale per vendicarsi di certi meriti non riconosciuti, portato in scena da un inconsistente Timothy Olyphant, totalmente incapace di mostrare un avversario degno di nota.

Meglio allora gli altri "boss" che Willis si trova a fronteggiare, ovvero Mai Linh, esperta di arti marziali nonchè braccio destro ed amante di Gabriel, interpretata dall’attrice vietnamita Maggie Q ("M:I 3") e Rand, sicario esperto di parkour in grado di sopravvivere ad uno scontro "esplosivo" con McLane, agilmente interpretato da Cyril Raffaelli ("Banlieue 13"), protagonisti loro malgrado di due delle migliori battute di tutta la pellicola; peccato che a rovinare tutto arriva Edoardo Costa nei panni di Emerson, un altro collaboratore del capo dei terroristi, che non si sa bene in nome di quale amicizia (perché Bruce, PERCHE'???) riesce ad arrivare quasi fino alla fine del film...

“Die Hard 4.0” non diventerà un cult come i suoi predecessori e altri film del genere ma sicuramente ha riportato a livelli di blockbuster quell’ignoranza da troppo tempo relegata a film di minore visibilità (come "The Transporter" e buona parte delle pellicole interpretate da Jason Statham), sperando che non sia stato solo un episodio sporadico ma solo l’inizio di una nuova, gradita, ondata.

Hippy ya ye, figlio di puttana!

sabato, febbraio 16

Elio e le Storie Tese - Parco Sempione



Eelst diretti da Marcello Macchia aka Maccio Capatonda aka IL Genio, fondatore della ShortCut Productions.

Hanno vinto tutto, ora trovatemi un videoclip migliore.

Parco sempione
(click destro - salva con nome per scaricare il video in formato .mov)

venerdì, febbraio 15

Chief & Reverendo - Ho Fatto Un Sogno



Un altro video con una buona idea dietro realizzato in maniera decente, bravi Chief & Reverendo!

Il pezzo è prodotto da Mace ed è presente nel nuovo cd del duo, "Autostrada del Sole".

martedì, febbraio 12

Hocus Pocus - Dig This



Lo so, ho appena parlato degli Hocus Pocus, ma già che ci sono voglio consigliare anche l'ascolto di questo pezzo datato 2003, presente nella ri-edizione di "73 Touches", che contiene, oltre a questo, altri 6 inediti!

Metto anche due pezzi che consigliavo l'altra volta, nel caso qualcuno non avesse fatto in tempo a scaricarli..

Dig this
Comment on faisait
Faits divers
(per scaricare gli mp3, cliccare su "download original")

domenica, febbraio 10

There Will Be Blood - Il muro del pianto Template



Do il mio contributo alla causa come posso, dopo il post ho preparato velocemente il template e relativa grafica per il neonato blog che raccoglierà tutti gli sfoghi e le lamentele dei bloggers contro gli scempi che il cinema è costretto a subire in Italia, dal titolo predestinato fin dall'inizio:

There Will Be Blood

Ah come sempre qua si trova la versione in bianco del template!

venerdì, febbraio 8

Quote of the week - Comunicare

Parlare in continuazione non significa comunicare.

Joel Barish aka Jim Carrey dal capolavoro di Michel Gondry, "Eternal Sunshine of the Spotless Mind"

giovedì, febbraio 7

Cloverfield



"Cloverfield" è sostanzialmente un pacco.
Ma non pacco inteso come fregatura, è uno di quei bei pacchi regalo il cui contenuto appena lo vedi ti piace, ma che subito dopo l'impatto iniziale mostra tutti i suoi difetti, lasciando l'impressione che forse era meglio la scatola esterna con relativi fiocchi colorati.
Insomma una confenzione intrigante che supera in bellezza il contenuto, nonostante poi non sia neanche male, tipo i pandori e i panettoni venduti sotto natale.

Chiariamoci, con questo non voglio dire che si tratta di un brutto film/enorme cagata e non sono neanche uno di quelli che sostiene la teoria "o lo si ama o lo si odia".
No assolutamente, anzi, "Cloverfield" è senza dubbio un film godibile, a maggior ragione in un buon cinema, in quanto neppure un televisore da 40'' accompagnato da un impianto home theatre da fighi potrebbe ricreare la stessa atmosfera, solo che trovo ridicolo l'entusiasmo generale che ho letto in giro, di gente che si ostina a definirlo un capolavoro innovativo e che non smettono più di osannare J.J. Abrams come se fosse un genio.

J.J. Abrams NON è un genio.
J.J. Abrams è un gran furbone, un navigato produttore che ha capito come attirare l'attenzione degli spettatori, prima sul piccolo schermo con serie tv come "Alias" e "Lost", ed ora su quello grande proprio con questa pellicola, che di veramente innovativo ha solo ed esclusivamente la campagna pubblicitaria che ha anticipato l'uscita nelle sale: un bombardamento di marketing virale fatto di notizie false, filmati, disegni, titoli finti, teorie assolutamente campate in aria sul mostro, il tutto diffuso da siti civette, un tam-tam mediatico che è rimbalzato da un blog all'altro, riempiendo la rete e facendo crescere l'attesa in maniera quasi spasmodica.
Con la diffusione di Internet e l'esplosione di YouTube, Abrams ha capito che questo era il momento adatto per proporre al pubblico una versione corretta e riveduta (grazie anche ad un budget superiore) di "The Blair Witch Project", prendendo l'idea di base e riadattandola al filone del disaster-movie.

Nulla di davvero nuovo quindi, l'uso stesso della videocamera a mano non si può considerare una novità, ma un discreto tentativo di realismo per mostrare il classico attacco del mostro gigante di turno da un altro punto di vista, come un filmato amatoriale pronto per real tv, con immagini che rimandano inevitabilmente all'11 Settembre, proprio perchè l'intenzione di Abrams e del regista Matt Reeves, un onesto mestierante alla sua prima prova sul grande schermo, era quella di far immedesimare lo spettatore con i protagonisti della pellicola.
La soggettiva del videoamatore serve principalmente a questo, infatti non è dato sapere niente di più di quello che vediamo attraverso Hud, il ragazzo che riprende tutta la serata a partire dalla festa introduttiva (che ha come funzione principale più che introdurre i personaggi di dare il tempo allo spettatore per ambientarsi con questo tipo di ripresa); fino alla fine non si sa nulla del mostro, anzi addirittura fino alla fine non si vede quasi neanche il mostro, un gioco di vedo/non vedo che fortunatamente basta a tenere alta la tensione, coadiuvato dal sonoro che mi riporta al concetto di "visione al cinema"!

Insomma tutto rimane avvolto nel mistero e le informazioni vengono date col contagoccie, strategia già sperimentata con successo da Abrams nella sua serie cult "Lost", una struttura narrativa che nasconde un unico e chiaro intento: il seguito.
Era scontato fin da prima dell'uscita al cinema: il film avrà il suo sequel (forse più di uno), notizia confermata anche dal regista in una serie di dichiarazioni dove, per mantenere alta la curiosità, ha spiegato alcuni particolari inseriti nella pellicola e che magari sono sfuggiti agli occhi più attenti, sempre in puro stile Abrams, come la caduta nell'acqua di un oggetto misterioso durante il filmato dei due ragazzi a Coney Island e la frase dopo i titoli di coda da ascoltare al contrario.
Tutte bellecose che probabilmente sono bastate per far gridare geniale a qualcuno, mentre a me invece non attirano per niente, anzi è un modo di fare cinema che fatico a concepire, vedo il tutto come un'operazione di marketing che di geniale ha ben poco ma in compenso mi sembra una furbata volta a portare la serialità dalla dimensione televisiva a quella cinematografica.

L'immedesimazione poi tarda ad arrivare perchè, se dal lato visivo la sensazione di essere in mezzo al disastro è ottima, con una serie di sequenze affascinanti e potenti (girare certe inquadrature in modo che sembrino amatoriali dev'essere stato un lavoro da non sottovalutare, lo ammetto), da quello emotivo si fa molta fatica a prendere a cuore la sorte dei malcapitati (nonostante siano tutti attori sconosciuti alle prime armi per evitare l'effetto-famoso), in quanto la sceneggiatura ci mostra delle persone che definire antipatiche è un eufemismo e alla fine non vedi l'ora che muoiano tutti!
Questo perchè il vero problema di "Cloverfield" sta proprio nella piega che prende la trama ad un certo punto: secondo me sarebbe stato molto più funzionale alla pellicola il racconto della fuga dei protagonisti, invece è stato scelto di fargli affrontare una missione di salvataggio, durante la quale vengono fuori tutte le incoerenze possibili e di conseguenza l'inesorabile perdita di credibilità..

Se punti tutto sul realismo allora non ti puoi permettere certe cadute di stile (come SPOILER persone che sopravvivono alla caduta dell'elicottero, la tipa trafitta da una spranga di ferro che si rialza e corre come se niente fosse, un soldato che se ne fotte degli ordini tanto chissenefrega, la videocamera dalla batteria infinita e col montaggio automatico, le dimensioni del mostro che non tornano, etc. etc.) perchè per accettarle viene meno la condizione iniziale e allora fanculo, tanto vale vedermi "Godzilla", lì almeno mi danno delle spiegazioni e non devo vedermi un film girato da uno col parkinson!

Insomma una cura maggiore della sceneggiatura (compreso il concept del mostro, che non è nulla di speciale e sa di già visto, idem per i parassiti dove proprio non si sono sprecati affatto) oltre alle varie citazioni ("Alien" o "1997 Fuga da New York" in una delle scene migliori con protagonista la statua della libertà) avrebbe davvero fatto di "Cloverfield" un capolavoro, così invece rimane solamente l'ennesimo film catastrofico di sicuro impatto nell'immediato, ma col fiato corto e assolutamente non all'altezza della confezione.

mercoledì, febbraio 6

Two Fingerz - Certe Cose



Proprio qua mi lamentavo della ripetitività dei videoclip italiani, della scarsa originalità e del piattume dovuto più a mancanza di idee che di soldi.

Fortuna che c'è qualcuno che prova a cambiare le cose e almeno si sforza un po' per uscire fuori dai soliti standard.. ottimi Two Fingerz, come sempre!

martedì, febbraio 5

I film secondo Disegni - Il mistero di Beowulf




Era da un po' che non andavo sul sito di Disegni e scopro che oltre alla parodia di Gennaio ha già messo anche quella di Febbraio!

Beowulf
Il mistero delle pagine perdute

Si capisce che Nicholas Cage è uno dei suoi attori preferiti?

domenica, febbraio 3

Scorrerà del sangue!



Il cinema in Italia fa schifo!

Ma non parlo solo della qualità dei film girati nel nostro paese, su cui è meglio sorvolare, parlo soprattutto di quello che sta dietro al cinema girato, parlo dei distributori strafottenti, dei "geniali" pubblicitari, dei "fantasiosi" titolisti, di alcuni doppiaggi in mano alle mode del momento, delle mafiette portate avanti dalle case cinematografiche e via dicendo..

Partiamo dai titoli, adattati secondo criteri sconosciuti a noi poveri spettatori mortali, concentrandosi sul 2008 e lasciando perdere gli scempi fatti in passato ("Eternal sunshine of the spotless mind" ---> "Se mi lasci ti cancello"?!?!):

Lust, Caution ---> Lussuria – Seduzione e tradimento
Cassandra's Dream ---> Sogni e delitti
La fille coupeé en deux ---> L'innocenza del peccato
There will be blood ---> Il petroliere
Before the devil knows you're dead ---> Onora il padre e la madre
King of California ---> Alla scoperta di Charlie
My blueberry nights ---> Un bacio romantico
Dan in real life ---> A proposito di Dan...
The Other Boleyn Girl ---> L'altra donna del re
The Darjeeling Limited ---> Il treno per il Darjeeling
Things we lost in the fire ---> Oltre il fuoco

A volte poi i titoli vengono scelti apposta perchè qualche attento osservatore di mercato decide di puntare tutto su una sola fetta di mercato, magari seguendo qualche moda, e quindi giù i vari "Superbad" trasformati in "Suxbad - Tre menti sopra il pelo"..

La distribuzione? non è possibile tenere un mese intero il solito cinepanettone in tutte le sale d'Italia e relegare il film sconosciuto (ma secondo chi?) di turno in piena estate, magari in ritardo di un anno, in 10 misere copie per tutto il paese, oppure farlo uscire direttamente in dvd quando va bene e non farlo uscire proprio quando va male!

Il doppiaggio poi a volte rasenta il ridicolo, che bisogno c'è di far doppiare un film a dei calciatori, o a degli pseudocomici dello Zelig, o ancora al presentatore/cantante del momento?
Poi ci credo che uno preferisce scaricarsi un film in lingua originale e guardarselo coi sottotitoli... tra parentesi, ricollegandomi al discorso della distribuzione, ormai è l'unico modo per vedere pellicole che altrimenti manco per il cazzo, sia ringraziato internet!

Non dimentichiamo inoltre le case cinematografiche che sfruttano la loro posizione per obbligare le piccole sale a scegliere solo film presenti nel loro listino pena la perdità di titoloni come "Harry Potter e il mistero della merda secca".

Chimy, Para e il ConteNebbia hanno fatto il primo passo, ora bisogna muoversi.