
Negli Stati Uniti è uscito il primo giugno, con un anno di distanza dalla sua uscita in Russia, "Day Watch" che in italiano probabilmente diverrà "I Guardiani del Giorno", secondo capitolo della trilogia fantasy/horror tratta dai romanzi di Sergei Lukyanenko e seguito de "I Guardiani della Notte", criticato da molti, ma comunque parecchio interessante.
Il trailer si presenta con parecchi effetti speciali veramente spettacolari e scene di azione visivamente affascinanti, promettendo una degna continuazione del primo capitolo.
Probabilmente in Italia uscirà in autunno, intanto il regista Timur Bekmambetov sta girando "Dusk Watch", il terzo capitolo della trilogia (probabile titolo italiano "I Guardiani del Crepuscolo"), in lingua inglese e prodotto dalla 20th Century Fox.
martedì, giugno 5
Day Watch trailer e poster
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lunedì, giugno 4
Emiliano Pepe

Emiliano Pepe è il primo artista messo sotto contratto dalla neonata etichetta TooDeep Records, fondata dalla bravissima Irene Lamedica, una delle poche cantanti soul/r&b che abbiamo in Italia!
Emiliano è la conferma che anche da noi ci sono artisti in grado di proporre questo genere di sonorità, con gran talento e personalità musicale!
Una scena che ha voglia di crescere e che ultimamente è in continuo fermento, con molti nomi, vecchi e nuovi, in dirittura di uscita, fra cui SoulDavid, Dario Serafino e il grande Al Castellana.
Il suo primo lavoro è un ep di 5 pezzi che porta il suo nome, un disco che alterna momenti di puro soul classico ad altri più vicini all'r&b contemporaneo, passando per un episodio dall'impronta reggaeggiante, in pieno sapore estivo.
Questo pezzo è uno dei più ritmati del cd, chiaramente il mio consiglio è di comprare al volo l'ep (distribuito dalla Self):
Muoviti per me - Emiliano Pepe
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Angelo
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sabato, giugno 2
Quote of the week - Omicidio
Che cos'è un omicidio, amico? Tutte le creature di Dio uccidono, in un modo o nell'altro... guarda le grandi foreste: lì hai specie che uccidono altre specie, la nostra le uccide invece tutte allegramente, foreste comprese: solo che la chiamiamo "industria" non omicidio.
Mickey Knox aka Woody Harrelson dal film "Natural Born Killers"
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giovedì, maggio 31
Filippo ha parlato!

Domani esce nelle sale italiane la versione mozzata del progetto "Grindhouse", ovvero il segmento girato da Quentin Tarantino, intitolato "Death Proof", allungato e stravolto per l'occasione.
Prima di prendere qualsiasi decisione sulla visione del film, andate a leggere la recensione di Filippo, deus ex machina della MMG, soprattutto la lunga, ma necessaria, introduzione!
Io non ho dubbi, seguirò il suo consiglio, fanculo ai fratelli Weinstein!
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Campagna elettorale vincente

Non so perchè, ma con candidate come Tania Derveaux mi verrebbe voglia di prendere la cittadinanza belga!
Altro che nuovi posti di lavoro...
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mercoledì, maggio 30
QT e il cinema italiano
I nuovi film italiani sono deprimenti. Le pellicole che ho visto negli ultimi tre anni sembrano tutte uguali non fanno che parlare di: ragazzo che cresce, ragazza che cresce, coppia in crisi, genitori, vacanze per minorati mentali. Che cosa è successo? Ho amato così tanto il cinema italiano degli Anni 60 e 70 e alcuni film degli Anni 80, e ora sento che è tutto finito. Una vera tragedia!
Tarantino wins! Game Over!
E Bellocchio si sente punto sul vivo...
Inutile girarci intorno, il cinema italiano forse non è morto ma di sicuro è agonizzante, si è entrati in un circolo vizioso da cui è impossibile uscire: produttori e distributori investono solo su film di sicuro rientro commerciale, quindi i generi si riducono ai drammoni intellettualoidi, alle commedie di natale, alla nuova ondata di filmetti per adolescenti in calore e ai film romantici, di conseguenza i registi o si adattano (ma in molti non saprebbero fare altro) o si attaccano (a meno che non si scelga l'autoproduzione che però presenta evidenti limiti).
E quando poi magari esce qualcosa di potenzialmente interessante (come il recente "Notturno Bus"), rimane nelle (poche) sale per un periodo brevissimo, per lasciare spazio ai grandi blockbuster hollywoodiani tipo quella cagatona sui pirati...
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domenica, maggio 27
Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo

Rimpiango la trilogia di “Matrix”!
No seriamente, cioè io ho schifato i due seguiti del film dei Wachowski, ma in confronto son dei capolavori, qui si rasenta il ridicolo... mi accodo a tutti quelli che una volta visto quest’obbrobrio hanno sentito il bisogno di mandare Gore Verbinski affanculo!
Ricapitoliamo, nel secondo capitolo gli sceneggiatori ed il regista han pensato bene di fare un lungo ed inutile film pieno di scene d’azione, con evidenti buchi di sceneggiatura grandi come una casa, solo per sfruttare il successo del primo ed incassare il più possibile; ma non gli bastava, così hanno deciso di cambiare le carte in tavola con l’intento di rendere più interessante la visione, mettendo in secondo piano l’azione e riempiendo questo terzo capitolo di trame, sottotrame, personaggi assolutamente privi di utilità al fine della storia, digressioni e divagazioni, col risultato finale che lo spettatore a metà proiezione non solo non capisce più una sega, ma assolutamente non gliene frega un cazzo di capire e vuole solo che tutto finisca al più presto!
Al terzo tradimento a sorpesa capisci che l’unico vero fattore a sorpresa del film sarà la NOIA!
Il secondo film era inutile, ma almeno non era pieno di dialoghi lunghi e stancanti, non aveva una trama concreta ma almeno a tratti divertiva e soprattutto si riprendeva nelle scene d’azione; in questo neanche i tanti attesi scontri fra vascelli e i duelli di cappa e spada bastano a soddisfare lo spettatore pagante, la noia ormai ha vinto e l’unica cosa che ti passa per la mente sono le cose che avresti potuto fare con tutti i soldi del budget usati per sta cagata.
E quando poi ci infilano i siparietti comici con la scimmia e il pappagallo, i due pirati babbi, i due soldati idioti, ma soprattutto le ennesime ed abusate mossettine da gay di Jack Sparrow il vaso è definitivamente colmo, al punto che sentendo le risatine del pubblico l’unica cosa che vorresti sentire è la loro testa esplodere!
Io non chiedevo un capolavoro del cinema, ci mancherebbe altro, volevo solo un onesto blockbuster per passare due ore e mezza di svago, esattamente come è accaduto col primo capitolo!
Per far capire meglio l’inutilità della maggior parte dei personaggi e delle sottotrame dovrò utilizzare qualche SPOILER: ad esempio qualcuno mi spieghi a cosa è servito il personaggio di Sao Feng, che dopo essersi presentato come uno dei pirati più temibili e cazzuti si è fatto prendere per il culo da più o meno tutti per poi finire morto ammazzato come un coglione (Chow Yun-Fat perché non ne sei rimasto fuori?); mentre la storia d’amore fra Davy Jones e Calipso è servita a qualcosa, se non ad allungare il brodo? No, assolutamente a nulla, Tia Dalma ovvero la dea Calipso regina degli abissi, viene liberata dalla sua forma umana, cresce a dismisura per poi dividersi in migliaia di granchi e finire nel mare dove crea un piccolo gorgo accompagnato da un po’ di pioggia, ma non solo non si vendica di Davy Jones per averla tradita, non si vendica neppure dei pirati che l’hanno rinchiusa, non fa proprio un cazzo! E l’ira della dea dove sta?
Tralasciando poi cose scontate come la redenzione e il sacrificio di Norrington per amore di Elizabeth e il lieto fine amoroso fra Will Turner e la Swan, con tanto di scena sexy/triste, ci sono anche altre situazioni abbastana inutili e non sfruttate, come la comparsata di Keith Richards (il tizio dei Rolling Stones a cui Depp ha sempre detto di essersi ispirato per creare il personaggio del pirata) nei panni del padre di Jack Sparrow e la presentazione di tutti i “pirati nobili” (tra cui uno uguale al capitano Uncino di Dustin Hoffman in “Hook” e uno che sembra il Saladino de “Le Crociate”) con tanto di ciurme che alla fine non fanno niente, se non stare a guardare.
Certo ammetto che Verbinski in alcuni punti azzecca qualche scena ad effetto, come l’inizio a Singapore con un’ottima ambientazione notturna e misteriosa, il confronto faccia a faccia (che però riprende sfacciatamente Sergio Leone) fra i protagonisti principali su una lingua di terra in mezzo al mare, o ancora verso la fine quando la nave ammiraglia della Compagnia delle Indie viene fatta in mille pezzi (certo dietro c’era un flotta coi controcoglioni, in superiorità numerica rispetto ai pirati, che però inspiegabilmente si arrende).
Però anche aggiungendo la solita bella ed emozionante colonna sonora ad opera di Zimmer (uno dei più famosi compositori di Hollywood), i lati positivi del film sono veramente esigui, e il solo pensare al finale apertissimo ai possibili seguiti (magari mantenendo solo alcuni personaggi tra cui chiaramente Sparrow) fa venire veramente il mal di mare.
Anche per quanto riguarda il cast il film non brilla di certo, Orlando Bloom e Keira Knightley riescono ad essere ancora più fastidiosi che nei capitoli precedenti, soprattutto la seconda, a cui fanno riempire la bocca di bei discorsoni sul coraggio e l’onore (dimenticando che nel film precedente ha fottuto Jack Sparrow, condannandolo a morte certa) e la fanno combattere come se fosse una macchina da guerra, ma non solo, persino Johnny Depp risulta irritante, forse perché il personaggio di Jack Sparrow era adatto ad un solo film essendo una novità, un personaggio fresco, invece ora non ha più nulla da dire, se non ripetersi all’infinito. Inoltre si fa rubare più volte la scena da Geoffrey Rush, difatti il suo Barbossa è una delle poche note positive, gli altri son tutti nella media, in bilico fra il discreto e il trascurabile.
Ah c’era pure una scena finale dopo i titoli di coda, ma non ce l’ho fatta a resistere, non vedevo l’ora di andarmente… comunque è un finale che dovrebbe escludere la coppia Bloom/ Knightley dai possibili seguiti, visto che (SPOILER) si vede un balzo temporale di 10 anni con Elizabeth e il figlio in attesa del ritorno di paparino William, il nuovo capitano dell’Olandese Volante.
Se ci saranno davvero dei seguiti col cazzo che li vedo al cinema, sarà già tanto se me li scarico...
Ah mi rimane un dubbio: come mai stavolta gli adattatori italiani non hanno infilato una maledizione a caso nel titolo?
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sabato, maggio 26
Gym Class Heroes - Cupid's Chokehold

So poco o niente dei Gym Class Heroes a parte il fatto che si tratta di un gruppo hip hop newyorkese dalle forti influenze pop/rock, composto dal rapper Travis "Schleprok" McCoy, dal batterista Matt McGinley, dal chitarrista Disashi Lumumba-Kasongo e dal bassista Eric Roberts.
Il singolo che mi ha colpito è girato un po' quest'inverno (il video che lo accompagnava era molto simpatico) e rimaneva in mente soprattutto grazie al campione di "Breakfast in the America" dei Supertramp, uno dei gruppi progressive/pop più famoso degli anni '80, con il ritornello-tormentone "Take a look at my girlfriend" cantato da Patrick Stump, voce dei Fall Out Boy, gruppo che fa parte della nuova ondata di quel genere, che sinceramente trovo un po' inutile oltre che idiota, chiamato emo/punk.
Comunque il pezzo si chiama "Cupid's chokehold" e si trova nel disco "The papercut chronicles" e in una versione differente nel nuovo disco "As cruel as school children".
Cupid's Chokehold - Gym Class Heroes
(click destro - salva con nome per scaricare l'mp3)
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Quote of the week - La verità
è la storia della gente normale,
via il bel finale
la verità è la merda che ti rimane...
Jake la Furia dal pezzo "La verità", tratto dall'album "Vile Denaro"
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venerdì, maggio 25
Scudetto o Champions?

Ecco cosa ne pensano in giocatori del Milan.
Ambrosini capo assoluto!
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giovedì, maggio 24
Club Dogo - Vile Denaro

Nel 2003 hanno dato uno scossone alla scena con "MI Fist", ormai considerato da tutti un classico dell'hip hop italiano, nel 2006 con "Penna Capitale" hanno confermato il loro talento ed ora hanno deciso di salire nuovamente in cattedra e di lasciare ancora un altro solco!
Sì perchè "Vile Denaro" è il miglior album uscito sotto una major discografica dopo questo nuovo pseudo-boom del rap in Italia, e probabilmente migliore anche di parecchie uscite "underground".
Per citare una vecchia rima di Jake "oggi non sono più il migliore, io frà sono il metro di paragone", visto che tutti i dischi usciti con una grande etichetta discografica, precedenti a questo (quelli imbarazzanti di Mondo Marcio e Fibra, quelli così così di Amir e Inoki, ma anche il pur sempre buono "Nuovo Nuovo" dei CorVeleno) e quelli che usciranno da quì in poi dovranno essere confrontati con "Vile Denaro" e, molto probabilmente, ne usciranno sconfitti!
Il Dogo è come sempre in continua evoluzione e il suono di questo nuovo album (masterizzato in uno studio di New York City, e si sente!!) è qualcosa di veramente spettacolare; DonJoe si conferma come uno dei più grandi produttori italiani (in pochi riescono a raggiungere suo livello) e lo fa tirando fuori una serie di basi dalle forti sonorità anni '90, così come "Penna Capitale" si ispirava all'elettronica anni '80 e "MI Fist" ai classici anni '70.
Per quanto riguarda le liriche c'è ben poco da dire, Guè e Jake sono in perfetta forma e come al solito si trovano completamente a loro agio sulle basi di Joe, difatti anche in questo caso vale il discorso di prima, sono davvero in pochi in Italia ad essere al loro livello; più poetico e volutamente visionario il primo, più diretto e potente il secondo, impossibile stabilire il più bravo, entrambi hanno due stili diversi che però si completano a vicenda, raggiungendo in molti punti la perfezione!
I temi trattati sono molti anche questa volta, a partire dal denaro del titolo, presente in parecchi pezzi come filo d'unione, passando dalla situazione del nostro paese ("Incubo Italiano") ad un'ipotetico scenario di far west italiano dove la vendita delle armi è stile USA ("Spaghetti Western"), con immancabili pezzi autoreferenziali da pompare (la potentissima "Puro Bogotà" con gli altri membri della Dogo Gang, Vincenzo e il sempre più grande Marracash, "Dogozilla" e "C.D."), pezzi di storytelling che si potrebbero definire quasi cinematografici ("Tornerò da re" e "Storia di una banconota") ma soprattutto pezzi riflessivi e sofferti, dai toni disillusi e scuri (su tutte la bellissima "Dolce Paranoia", "La Verità" , ma anche "Giovane Pazzo" e il singolo "Mi hanno detto che", quest'ultime due semplici apparentemente ma da ascoltare con attenzione); c'è spazio anche per pezzi più melodici, da non confondere comunque con pezzi leggeri e spensierati, come "Ora che ci penso" con il ritornello di Daniele Vit, che ricorda molto Akon, e "La Chiave", prodotta a 6 mani da DonJoe, Roberto Baldi (produttore fra gli altri di Irene Lamedica) e Stylophonic, con il ritornello cantato da Zenima.
Quasi sicuramente disco italiano dell'anno, vediamo chi riesce ad avvicinarsi!
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Angelo
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martedì, maggio 22
Club Dogo - Mi hanno detto che...
Finalmente il nuovo video del Dogo!
E speriamo che la Virgin/Emi Music spinga un po', altrimenti a cosa serve un contratto con una major?
"e mi hanno detto che la vita è una puttana, te la fa pagare dall'inizio settimana!"
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Angelo
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23:35
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lunedì, maggio 21
La moda dell'estate? un coccodrillo ai piedi!

Oh la gente sta iniziando a girare con ste scarpe, che sembrano gli zoccoli degli infermieri, però di colori assolutamente fèscion come il rosa e il nero!
A parte il fatto che sono oggettivamente brutte, ma nessuno ha capito che essendo fatte di gomma il piede suderà come un maiale in calore?
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Angelo
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I film secondo Disegni - Intrigo a Berlino

Visto che il mese scorso non era stato aggiornato il sito di Disegni ecco un po' in ritardo la parodia da Ciak di Aprile:
Intrigo a Berlino
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sabato, maggio 19
Quote of the week - Il frutto
Io sono il frutto di quello che mi è stato fatto.
È il principio fondamentale dell'universo: a ogni azione corrisponde una reazione uguale contraria.
V aka Hugo Weaving dal film "V for Vendetta"
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Crimen sollicitationis in gran segreto

Fatemi capire, queste persone hanno ancora il coraggio di farsi vedere in pubblico e di condannare apertamente e a spada tratta provvedimenti come i DICO?
In Italia questo video della BBC non è mai andato in onda, ma per fortuna esiste la rete e gente volenterosa (in questo caso il merito va a www.bispensiero.it) che si è presa la briga di sottotitolarlo in italiano per chi non è pratico con l'inglese.
Io rispetto chi ha fede e crede in qualcosa di superiore, ma la Chiesa è davvero feccia della peggior specie, un male che esiste da troppo tempo!
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venerdì, maggio 18
Pellicola Scaduta Quiz

Per chi è malato di cinema ed ha voglia di sclerare un po', quelli di PellicolaScaduta hanno ideato un giochino semplice semplice: 1000 immagini tratte da 1000 film, lo scopo indovinare i titoli italiani, si scarica il programma da questa pagina e via, che il gioco abbia inizio...
Ce ne sono alcune impossibili, davvero, consiglio di iniziare un giorno che non si ha un cazzo da fare, altrimenti si dimentica tutto il resto!
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Angelo
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00:34
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giovedì, maggio 17
C.A.T. - Confidential Assassination Troop

Anche se potrebbe sembrare "C.A.T." non è un manga e neppure un manwha, ma bensì un manhua, la controparte cinese di quest'ultimi.
Disegnato con un tratto stupendo e preciso dal talentuoso Fung Chin Pang, che ricorda molto quello del maestro Hiroaki Samura, autore famoso ovunque per "L’Immortale", "C.A.T." è una spy story a tutti gli effetti, con molta azione, combattimenti, sparatorie, intrighi, complotti e molto sangue!
La serie è composta da due volumi, nel primo viente introdotto il personaggio principale, ovvero CAT, ragazza-killer dai riflessi e l'agilità di un gatto, e il suo oscuro passato, da orfana a cavia per esperimenti.
Dopo l'introduzione inizia invece la vera e propria trama che continua e si conclude nel secondo numero: una specie di gioco che rischia di far scoppiare la Terza Guerra Mondiale e che vede come partecipanti i migliori corpi speciali delle 3 nazioni/super potenze, Hao Long, l’agente speciale numero uno della Cina, i BEAR, battaglione speciale della Russia e CAT che lavora per la CIA; ma in gioco ci sono altre persone ed il vero scopo del creatore di questa strana competizione non è chiaro a nessuno tranne che a lui!
Edito da FreeBooks (a questo indirizzo si trova un pdf con un'anteprima delle prime 15 pagine) "C.A.T." è un lavoro imperdibile per gli amanti del genere e per i fan di Samura!
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Angelo
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18:12
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martedì, maggio 15
Attenzione! Questa è Sparta!

Ci sono persone a cui far vedere certi tipi di film non è raccomandabile! :D
Via Cineblog
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Hocus Pocus - 73 Touches

Gli Hocus Pocus sono uno dei gruppi più interessanti della scena black francese!
Un gruppo molto particolare composto da cinque membri tra cui il talentuoso produttore/mc/dj 20Syl e da veri e propri musicisti, cosa piuttosto inusuale quando si parla di questo genere; diciamo che potrebbero essere paragonati ai The Roots, in quanto la loro musica combina elementi tipici dell'hip hop, tra cui l'mc, gli scratches ed i sample, a strumenti come basso, batteria, piano, Fender Rhodes, etc.
Il loro primo album "73 Touches" è un piccolo capolavoro, che spazia ed è influenzato da tutti i generi della black music, dal soul al funk passando chiaramente per il jazz!
Ho scelto un paio di pezzi da scaricare, ma consiglio assolutamente di recuperare il disco in qualche modo...
Faits divers
Comment on faisait
Géométrie
(click destro - salva con nome per il download degli mp3)
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Angelo
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lunedì, maggio 14
Quote of the week - Politica isterica
Ne destra ne sinistra offron garanzie
ma robuste iniezioni di utopie
che hanno presa sullo spettatore medio
che spera in un sussidio
e lascia siano gli altri a organizzare il suo suicidio!
Ape dal pezzo "Politica isterica", che sarebbe da citare tutto a dire il vero...
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Angelo
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12:09
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domenica, maggio 13
Spider-Man 3

Premessa 1: prima di cominciare a parlare del film ho deciso che terrò da parte i commenti per niente entusiasti derivanti dalle mie vecchie letture del fumetto, visto che la sceneggiatura, sebbene in parte sia fedele alla versione cartacea, in altre parti svaria di brutto, prendendosi molte licenze che farebbero storcere il naso a più di un fan (l’Uomo Sabbia che uccide lo zio Ben? Gwen Stacy da storica prima fidanzata di Peter a semplice compagna provocante?)!
Premessa 2: nonostante tutto dovevo vedere questo film ed ammetto che, sempre a causa del mio retaggio da ex lettore di Marvel Comics, lo aspettavo con maggiore impazienza rispetto ai precedenti capitoli, per un solo e semplice motivo: VENOM!
Chi conosce un po’ di storia dell’Uomo Ragno sa di cosa parlo, gli altri probabilmente no (esiste sempre Wikipedia), fatto sta che la sola presenza di questo personaggio nel film ha convinto molti a comprare il biglietto del cinema.
Veniamo al sodo, dopo il primo capitolo introduttivo, ad oggi uno dei migliori film dedicati ai supereroi che ha dato il via, insieme agli X-Men, al nuovo boom dei comics movie, ed il secondo, incentrato più sul lato umano del superereoe, sul dramma ed i problemi derivanti dalla sua doppia vita, mettendo un po’ in secondo piano la parte stupefacente (“Amazing Spider-Man” è il titolo originale della serie a fumetti Marvel) per il terzo Sam Raimi ed il suo staff hanno deciso di compiere una parziale inversione di rotta e di concentrarsi di più sull’azione.
Di materiale per farlo ce n’era eccome, soprattutto per quanto riguardava i nemici scelti e più in generale la storia da cui prendeva spunto, senza contare i 250 milioni di dollari di budget; infatti le scene di combattimento e quelle dove Spidey è in azione sono davvero memorabili, di una spettacolarità indiscutibile, fin dalla prima, quando un Peter Parker in borghese deve vedersela con il nuovo Goblin, all’ultima, dove Spider-Man deve fronteggiare sia Venom che Sandman in un cantiere nel centro di NYC, passando per il salvataggio della ragazza di turno in pericolo, fra le macerie di un grattacielo distrutto da una gru impazzita, e gli altri scontri che vedono l’Uomo Ragno con il suo nuovo costume in nero.
Tutto molto spettacolare certo, ma alla fine della visione ci si chiede se gli strabordanti effetti speciali ammirati per tutte le 2 ore e 20 da soli bastano a nascondere quello che davvero stona in questo film tanto atteso: la sceneggiatura e l’interpretazione!
Sì perché qui non si tratta di confrontare la pellicola con il fumetto, ma di confrontarla con i due capitoli precedenti e spiace ammetterlo ma il divario è enorme!
Raimi non è riuscito a gestire una trama troppo ricca, con troppi personaggi e troppe situazioni, che purtroppo hanno portato ad avere troppa inconsistenza; vale il detto “il troppo stroppia” e nonostante i 140 minuti la storia risulta confusa, con molte falle e situazioni sconnesse fra di loro, con personaggi che vengono accantonati o spariscono, tornando giusto in tempo per mostrare e giustificare gli effetti speciali presenti sullo schermo.
Tutti e tre i filoni narrativi che attravesano la pellicola non vengono trattati come dovrebbero e non riuscendo ad intrecciarli si è preferito portarli avanti in parallelo, finendo solamente col trascurarli ed accennarli superficialmente.
Andiamo con ordine: la crisi sentimentale con Mary Jane non emoziona realmente, Gwen Stacy appare solo come un’oca biondo platino per nulla in grado di fare da terzo incomodo, allora si cerca di far apparire più grossi del dovuto i problemi di carriera di MJ facendole venire gelosia nei confronti del successo di Spider-Man e ricorrendo ad autocitazioni inutili e stancanti come il bacio sottosopra.
Anche per quanto riguarda gli antagonisti c’è qualcosa che non funziona, perché se da un lato sia Sandman che Venom lasciano parecchio soddisfatti per la loro resa visiva, dall’altro la loro personalità non riesce ad emergere del tutto, anzi forse il problema più grande è proprio il fatto che i cattivi sotto sotto non sono poi così cattivi; se questa scelta può andare bene per l’Uuomo Sabbia, che per tutta la durata del film riesce a convincere lo spettatore di non essere cattivo per scelta, ma al contrario di essere lui stesso a suo modo una vittima, non va affatto bene per Eddie Brock, l’alter-ego di Venom, che non riesce ad essere odioso fino in fondo e si riscatta solo in parte quando entra in chiesa e rivolge a Dio una preghiera impossibile («Ti prego, ammazza Peter Parker»). Goblin poi è il personaggio più penalizzato, inanzitutto da un character design che strizza l’occhio alla moda hi-tech e agli snowboarder, ma soprattutto dalla perdità della complessità costruita nei film precedenti, lasciandolo in balia di alcuni cliché abusati (su tutti la rivelazione finale del maggiordomo).
Rimane quindi la parte più interessante, quella del doppio, la metà oscura di Spider-Man che emerge a causa del simbionte alieno, direi la più riuscita, almeno a livello di sceneggiatura; in questo caso però a rovinare tutto ci ha pensato l’interpretazione di Tobey Maguire che per quanto si sforzi non convince affatto nei panni del Peter Parker pieno di sé e senza freni, nonostante il ciuffo ribelle e gli occhi lucidi. E dire che l’avevo trovato veramente adatto per il primo film, rappresentava al meglio il giovane studente secchione che si ritrovava di punto in bianco con dei poteri al di fuori della propria portata e con le relative responsabilità, ma in questo caso sembra davvero spaesato, a causa anche di alcune scelte registiche pessime e al limite del ridicolo, come la camminata per strada alla Tony Manero e la scena al jazz club che fa molto “The Mask”.
Oltre a Maguire anche Kirsten Dunst sembra un po’ stanca del personaggio di Mary Jane impigliata in abiti lunghi e sguardi languidi, per nulla in linea con la MJ intraprendente del primo capitolo, mentre del resto del cast va citato sicuramente Thomas Haden Church (“Sideways”) nei panni del vero assassino dello Zio Ben, il delinquente Flint Marko, inquientante e commovente fino alla fine (il momento della sua trasformazione in Uomo Sabbia è uno dei più belli, soprattutto quando prova a rialzarsi), mentre del tutto insipida è la Gwen Stacy interpretata da Bryce Dallas Howard (“Lady in the Water”); James Franco al contrario di Willem Defoe non riesce a trasmettere quelle sfumature di pazzia e di squilibrio mentale che caratterizzano da sempre il Green Goblin, invece Topher Grace ("That '70s Show"), rimane troppo poco sulla scena come Eddie Brock, facendo intravedere di essere entrato nella parte del fotoreporter approfittatore, ma non abbastanza per dimostrare il valore del suo Venom!
In una storia che avrebbe meritato atmosfere e sfumature più serie, non mancano invece i momenti comici che hanno come protagonisti soprattutto J.K. Simmons, caratterista molto famoso negli USA (tra le serie tv in cui ha recitato "The Closer" e “OZ”), nei panni di J. Jonah Jameson, dispotico direttore del Daily Bugle, e il mitico Bruce Campbell, vecchio amico di Raimi e star assoluta del suo capolavoro dell’horror “La Casa”, che si diverte ad interpretare un Maître francese di un ristorante d’alta classe.
Immancabile il cameo di Stan Lee, creatore del Marvel Universe, che regala una perla di saggezza a Peter, «C'è sempre una persona che fa la differenza».
Sembrava che questo dovesse essere l’ultimo capitolo del ragno, ma gli incassi iniziali (350 milioni di dollari in una settimana, battendo molti record anche in Italia ma soprattutto negli Stati Uniti) hanno già convinto la Sony a scrivere la sceneggiatura per un quarto episodio, ora bisognerà vedere se riusciranno a modificare i piani di chi, come Raimi e Maguire, aveva intenzione di cambiare aria!
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mercoledì, maggio 9
Robin Thicke - Cocaine

Dice nulla il nome Robin Thicke? Niente?
Allora rinfresco io la memoria, nel 2002 nelle radio passò molto un pezzo costruito sul campionamento di un brano di Walter Murphy che a sua volta riprendeva il celeberrimo attacco del primo movimento della Quinta sinfonia di Beethoven, mentre il relativo video, dove un giovane ragazzo con barba e capelli lunghi girava per Manhattan facendo una serie di acrobazie sulla sua mountain-bike, fu lanciatissimo da Mtv!
Il pezzo si chiamava "When I Get You Alone" ed era contenuto nell'album "A Beautiful World", primo cd di Robin Thicke, un volto nuovo ma per niente esordiente visto che era già uno degli autori più ricercati della scena soul/r&b (Michael Jackson, Mary J Blige, Usher, Mya, Christina Aguilera, Brian McKnight, Brandy ecc..)!
Da lì il silenzio, un silenzio durato anni, che Mr. Thicke ha passato a comporre con il suo amato pianoforte ma soprattutto a cercare un produttore lungimirante e attento tanto alle classifiche quanto alle mutazioni stilistiche del panorama musicale globale; quel produttore si chiama Pharrell Williams, anche questo nome non dice nulla?
Da il loro incontro è nato "The Evolution Of Robin Thicke", album che i critici hanno definito un “istant-classic”, un classico immediato.
Per quanto riguarda "Cocaine" è un pezzo dalla forte impronta funk e dal ritmo ballabile, ma il testo è tutt'altro che leggero, visto che parla di una cosa che sanno tutti ma che sembra impossibile da eliminare...
"Everybodys watchin but no one talks about it"
Cocaine - Robin Thicke
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martedì, maggio 8
I film secondo Disegni - 300

Ci avrei scommesso che questo mese sarebbe toccato al film di Zach Snyder!
Da Ciak di Maggio ecco la parodia di 300
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Che nessuno si muova!

Questa è l'ultima cover per cd che ho realizzato, inizialmente volevo fare una cosa stile locandina di film polizieschi all'italiana anni 70/80, mentre alla fine è venuta fuori vagamente "pulp", molto stile Sin City!
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Angelo
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sabato, maggio 5
Quote of the week - Salute
La salute è una cosa che dipende da come ti senti.
Più pensi di sentirti male e più stai male!
Travis Bickle aka Robert De Niro dal film "Taxi Driver"
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Angelo
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Nelly Furtado - Say It Right

Ma la gente non si è ancora accorta che i pezzi di Nelly Furtado non sono niente senza le produzioni di Timbaland? Come quel singolo orribile uscito prima di questo che l'ha portata a cantare persino con gli Zero Assoluto (cosa che rovinerebbe la carriera di chiunque)...
Spero che dopo questo nuovo pezzo l'abbiano finalmente capito tutti!
Say it right - Nelly Furtado + Timbaland
(click destro - salva oggetto con nome per scaricare l'mp3)
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Angelo
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giovedì, maggio 3
The Prestige

La promessa, la svolta ed il gioco di prestigio, ovvero le tre fasi che compongono un trucco magico.
Una sequenza apparentemente semplice e lineare, ma un trucco diventa davvero semplice solo una volta che viene spiegato, quindi l’unico suggerimento dell’illusionista per il pubblico è quello di osservare con attenzione, soprattutto in questo caso, perchè Christopher Nolan, come ha già ampiamente dimostrato con i suoi precedenti (ed ottimi) lavori, “Insomnia” ma soprattutto “Memento”, è un vero mago della narrazione frammentaria, con una regia che procede per singoli tasselli in modo da formare il disegno evidente solo alla fine.
Tratto da un romanzo di Christoper Priest, “The Prestige” è uno di quei film che offrono tantissimi spunti su cui riflettere e discutere, un film che contiene molti dei temi cari al regista e a suo fratello Jonathan, co-sceneggiatore, dalla ricerca della propria identità all’ossessione del successo e della vendetta, che da sola è capace di consumare l’intera vita, passando per la costante presenza del “doppio” e della menzogna che si nasconde dietro ogni verità, ma sempre attenendosi alla triplice regola (promessa, svolta, prestigio) che vige per tutta la trama.
Osservare con attenzione quindi, anche perché la sequenza nel film non è mai rigidamente rispettata, anzi, fin dall’inizio la storia ci viene raccontata attraverso le prospettive alternate dei due protagonisti mediante la lettura dei rispettivi diari, veri contenitori della “memoria”, proprio come accadeva in “Memento”, il tutto riproposto grazie ad un sapiente uso dei flashback-flashforward, che riesce a mettere in mostra situazioni simili, incastonandole in una serie di scatole cinesi che si specchiano l'una nell'altra.
In un mondo dove ognuno è se stesso e il suo opposto insieme, come due faccie di una medaglia, la rivalità fra i due illusionisti, l’aristocratico e uomo di scena Robert Angier (Hugh Jackman) e il popolano ma geniale Alfred Borden (Christian Bale), non è altro che un pretesto per dare il via ad una riflessione originale e insinuante sulla differenza di classe, sullo scontro tra credulità e scienza, sul ruolo dello spettacolo e del divertimento nella società di fine Ottocento e sui sacrifici (e i compromessi) che bisogna affrontare per raggiungere il successo, ma soprattutto per capire fino a che punto ci si può spingere per ottenere una risposta.
Purtroppo l’illusione perfetta in parte sfuma, dato che Nolan ad un certo punto stecca, decidendo di andare oltre il prestigio e di accontentare suo malgrado lo spettatore, rivelando il trucco e rompendo l’atmosfera magica che si era creata; perché secondo il regista lo spettatore vuole sì essere ingannato, ma attraverso le parole di Borden rivela che “Il segreto non fa colpo su nessuno, è il trucco che c’è dietro che conta”.
Ed è proprio il trucco svelato l’inganno più grande, ma il problema è che non si tratta dell’inganno che ci si aspetta, perché con l’intervento dell’unico personaggio realmente esistito, l’inventore Nikola Tesla (interpretato da David Bowie), la magia diventa fantascienza e la spiegazione finale lascia l’amaro in bocca, nonostante i tanti colpi di scena (intuibili in parte anche prima della fine, grazie ad una precisa serie di indizi ed esplicite dichiarazioni).
Non bisogna però dimenticare i parecchi punti di forza che contribuiscono a rendere questa pellicola, nonostante tutto, un vero e proprio gioco di magia, partendo dalla splendida ambientazione della Londra vittoriana, fra teatri fumosi ed altri sfarzosi, al montaggio, complesso ma mai al punto di far perdere lo spettatore, dai costumi alla fotografia, senza scordare le musiche, capaci di rendere ancora più intensi i momenti decisivi.
Inoltre va menzionato il cast in stato di grazia, soprattutto per quanto riguarda i due attori principali, Bale e Jackman, lontani dai supereroi che li hanno consacrati (Batman e Wolverine) e autori di un’interpretazione perfetta con la messa in scena di due veri anti-eroi, più sfaccettato il primo, più carismatico il secondo; ottimo anche Michael Caine nel ruolo dell’ingegnere costruttore di macchine “magiche” che ha visto nascere e crescere la loro guerra personale, abbastanza statico invece David Bowie che avrebbe potuto entrare maggiormente nella parte dello “scienziato visionario”.
Anche le interpreti femminili si ritagliano il proprio spazio, però risultano meno incisive dei colleghi maschi, in particolare Scarlett Johansson, bellissima come sempre ma non del tutto convincente nel ruolo di Olivia, la “valletta” voltagabbana dei due illusionisti; meglio invece Rebecca Hall, nei panni di Sarah, la moglie di Borden, un personaggio fin troppo “umano” e vulnerabile per riuscire a sopravvivere nel mondo di segreti, trucchi ed ipocrisie, in cui la trascina il marito.
Comunque, una volta svelato, il trucco risulta davvero semplice e molte immagini alla fine acquistano finalmente un senso, facendoti capire come sarebbe stato possibile intuire tutto fin dalla prima e veloce sequenza introduttiva, ovvero una moltitudine di cilindri, il copricapo “magico” per eccellenza!
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martedì, maggio 1
Template nuovo nuovo

Allora approfitto del giorno di vacanza per mettere online il nuovo template a cui sto lavorando da quando Blogger ha stabilizzato la versione beta!
Finalmente posso utilizzare tutte le novità (come le etichette) introdotte dalla nuova versione...
Devo ancora sistemare alcune cose, ma per il momento dovrebbe andar bene!
Al solito ho faticato per sistemare le cose con Explorer, che mi dava una resa grafica completamente diversa (ma perchè si usa ancora? la gente capirà mai di passare definitivamente a FireFox?).
I commenti (anche negativi) son graditi!
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sabato, aprile 28
A proposito di giustizia...

Giusto per ricollegarmi alla citazione della settimana scorsa, ieri sera la corte d'appello ha concesso le attenuanti generiche alla Franzoni, riducendo la pena da 30 a 16 anni.
E Taormina ancora difende la sua innocenza, pur non essendo più il suo avvocato, così può fare ancora qualche comparsata in TV.
Ah comunque è stato pure annunciato, dall'attuale avvocato difensore, il ricorso in Cassazione, quindi fino ad allora la Franzoni resterà a piede libero!
Nel caso servisse una baby sitter...
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Angelo
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venerdì, aprile 27
Quote of the week - Odio
L'odio è una palla al piede: la vita è troppo breve per passarla sempre arrabbiati, non ne vale la pena.
Danny Vinyard aka Edward Furlong dal film "American History X"
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giovedì, aprile 26
I film secondo Disegni - Omen

Visto che il sito di Disegni non è stato ancora aggiornato con la parodia di questo mese, ecco un'altro film che meritava assolutamente di essere preso per il culo:
Omen - Il presagio
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mercoledì, aprile 25
300

Si pensava che con "Sin City" di Rodriguez si fosse raggiunta la perfezione in fatto di trasposizione cinematografica dei cosiddetti comics, che hanno indubbiamente portato nuova ispirazione al cinema, ma con "300" c’è stato un ulteriore passo avanti sotto certi aspetti.
Sì perché questo film è praticamente uguale alla graphic novel di Frank Miller (uno degli scrittori americani più talentuosi, difatti anche "Sin City" è opera sua), al punto che come storyboard sono state usate le vignette stesse del fumetto; una graphic novel che reinterpreta la famosa battaglia delle Termopili con gli occhi di un ragazzino delle scuole medie.
Mi spiego: tu sei lì annoiato e mezzo addormentato che hai appena sentito la spiegazione dei letterati e filosofi greci di Atene e ti viene introdotta Sparta! SPARTA!! Uomini addestrati al combattimento, selezionati alla nascita per essere perfetti, gente che di mestiere ammazzava altre persone in battaglie cruente e sanguinarie, e tu rimani impressionato, il tuo interesse si manifesta e nella tua testa subito inizi ad immaginare sti omaccioni ignoranti, sporchi di sudore e sangue, che armati di spadoni affilati mozzano teste a destra e sinistra!
Insomma le premesse per un cult c’erano tutte, ma purtroppo è proprio il caso di affermare che non tutto è oro quel che luccica visto che "300" non è affatto esente da difetti più o meno significativi.
Se da un lato si rimane affascinati da immagini straordinarie per resa e vivacità grafica (stupenda la sequenza iniziale contro il lupo), con la saturazione dei colori mirata a suggerire l’atmosfera, dal rosso e nero per le scene di battaglia, al blu e nero per le scene notturne, utilizzando per il resto toni di grigio e giallo, dall’altro non si può fare a meno di notare le evidenti pecche che il regista avrebbe potuto, anzi avrebbe dovuto, evitare.
Al contrario di "Sin City", che rappresenta un genere molto caro al cinema, il noir, privo di veri e propri momenti morti in quanto all’azione deve per forza precedere una narrazione, in "300" il fulcro della storia è il combattimento; un combattimento che avrebbe richiesto una durata inferiore a quella del film, per questo Snyder ha dovuto "allungare il brodo" inserendo alcune scene estranee alla graphic novel, come quelle che vedono protagonista la regina Gorgo a Sparta, che risultano completamente staccate.
E che dire di alcuni momenti di comicità non voluta, merito di dialoghi e scene alquanto ambigue, su tutte quella dove il Dio-Re dei persiani Serse, agghindato come un tranvione dalle dimensioni sproporzionate da giocatore di basket, si mette alle spalle di Leonida e gli sussurra con il suo vocione (inutile insultare il doppiaggio italiano, la voce era simile anche in inglese) frasi come "dovrai solo inginocchiarti davanti a me", "potrai reggere il mio stendardo" e simili…
Ma la più grande caduta di stile arriva proprio nel momento decisivo del film, ovvero il combattimento: sembra quasi che Snyder e i suoi non abbiano trovato niente di meglio per rappresentare gli scontri, probabilmente per mancanza di voglia, che l’ormai strabusato metodo del ralenti seguito da brevi accellerazioni, che fa tanto videogame, ma manca assolutamente di originalità, al punto che la prima volta che lo vedi esclami "và che figata", ma già alla terza ripetizione ti sei rotto le palle!
Per buona parte della battaglia poi c’è una fastidiosa sensazione di "già visto", dato che sembrano esserci molti rimandi agli scontri messi in scena ne la trilogia de "Il Signore degli Anelli".
Certo la computer grafica unita alla tecnica dei blu-screen ha ricreato la bellezza suggestiva dei dipinti raffiguranti questa ed altre imprese, permettendo agli attori di interagire con ambienti che ricordano davvero le antiche terre dove si sono svolti i fatti, una tecnica che probabilmente andrà a soppiantare le varie e costose ricostruzioni dei kolossal storici che hanno preceduto questo.
Come dimenticare poi l’azzeccata colonna sonora, perfetta nei momenti in cui l’armata dei 300 avanza accompagnata da chitarre e batterie tipicamente heavy metal, andando ad aumentare l’euforia generale che tutto il film suscita, suprattutto nel pubblico maschile, al punto che all’uscita dal cinema avresti voglia di prendere una qualsiasi cosa che assomigli ad una spada e iniziare a picchiare i passanti al grido di "tonight we dine in hell!".
Buona la scelta degli attori, non troppo conosciuti ma comunque meritevoli di nota grazie ad un’interpretazione emozionante (dicono che i 300 si siano sottoposti ad un duro allenamento prima di girare, ma non è un mistero che la CG sia andata a ritoccare non poco il fisico di quasi tutti i partecipanti), soprattutto quella di Gerard Butler, che dopo una serie di film non troppo azzeccati ("TimeLine", "Il fantasma dell'opera") sembra aver trovato il ruolo più adatto alla sua persona; bravo anche Rodrigo Santoro ("Lost"), nel ruolo non facilisissimo di Serse, visto come se l’era immaginato Frank Miller, molto glam con tanto di piercing, catene e unghie laccate.
Certo il risultato finale sembra dar ragione a Zach Snyder, soprattutto per quanto riguarda gli incassi record, e forse non ci si poteva aspettare di più da un regista che sembra incredibilmente bravo nel rendere "pop" e quindi accessibile a tutti, quello che inizialmente si presenta come un prodotto "di nicchia" (prima ancora di "300" gli è toccato fare un remake de "L’alba dei morti viventi" di George A. Romero), ma è lecito porsi dei dubbi riguardo al prossimo film su cui è già al lavoro, ovvero "Watchmen" tratto da un’altra graphic novel, ma questa volta del maestro Alan Moore (autore fra gli altri di "From Hell" e "V for Vendetta"), che non solo tratta argomenti molto controversi, ma che ha stravolto completamente i canoni del genere supereroistico!
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sabato, aprile 21
Club Dogo - Megalopoli Suono

A giorni esce il singolo che anticipa il nuovo album, in uscita il 18 Maggio, del Club Dogo e a giudicare dalla breve preview, questo finalmente potrebbe essere un altro prodotto di Hip Hop italiano serio che riesce a raggiungere una major (dopo quello dei CorVeleno).
Il pezzo che consiglio è sempre del Club Dogo, ma è uscito qualche anno fa su "Da Lontano..." una compilation ad opera di Michel, produttore svizzero che insieme a Maxi B forma i Metro Stars.
L'ottima base di Michel non fa rimpiangere quelle di DonJoe, che comunque avrà sicuramente tirato fuori delle perle per il nuovo album!
Megalopoli Suono - Club Dogo + Michel
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mercoledì, aprile 18
Quote of the week - Giustizia
La giustizia degli uomini è simile alla tela del ragno: il calabrone può passare ma il moscerino si impiglia.
Antico proverbio cinese
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lunedì, aprile 16
Il Turco - E' Regolare
Avevo quasi ignorato l'ultimo cd de Il Turco, nome che può sembrare apparentemente nuovo nella scena, ma che in realtà altri non è che Sparo Manero, con all'attivo già due album; ammetto di essermi sbagliato, perchè contiene parecchi pezzi da non sottovalutare, su tutti questo "E' Regolare", con una gran base ad opera di Mr. Phil, che mi lascia abbastanza interdetto, visto che non capisco come mai, essendo capace di produzioni simili, per il proprio album ne ha composte pochissime valide e molte insipide.
Il video in questione non è niente di che, rientra nei soliti standard low budget, ma il pezzo merita davvero!
"Io amo questa realtà anche se lei non ama me, amo quello che mi da anche se è quello che è..."
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domenica, aprile 15
Blocco Music

Nuova compilation, nuova cover, musica per il quartiere dalle finestre come Dj Cut Killer ne "L'odio".
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venerdì, aprile 13
At World's End trailer e poster

Anche se il secondo capitolo mi è sembrato un lungo ed inutile trailer e spero che non siano vere le voci di altri 3 possibili sequel, a giudicare dal trailer sembra che questo "Pirati dei Caraibi: Ai confini del Mondo" possa compiere l'impresa di farmi cambiare idea... Davy Jones + la Compagnia delle Indie Orientali contro un botto di pirati tra cui i redivivi Jack Sparrow e Barbossa e la new entry Sao Feng (Chow-Yun Fat), ai confini del mondo per la battaglia che chiuderà l'era della pirateria!
Inoltre non si può negare che i poster realizzati per la promozione siano ben fatti, anzi direi che da soli basterebbero per attirare una bella fetta di pubblico.
Poi sembra proprio che in Italia uscirà addirittura due giorni prima rispetto al resto del mondo, ovvero il 23 Maggio, un caso tutt'altro che isolato, visto che anche "Spider-Man 3" e "Transformers" verranno distribuiti con un leggero anticipo nel nostro paese (rispettivamente il 1° Maggio e il 28 Giugno)!
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Angelo
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21:16
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mercoledì, aprile 11
Maroon 5 - Makes Me Wonder

A 5 anni di distanza dall'incredibile album d'esordio "Songs about Jane" (oltre otto milioni di copie vendute nel mondo) tornano i Maroon 5, gruppo che era riuscito a riproporre un genere un po' sottotono, unendo sonorità tipicamente soul/funk al più classico pop/rock.
Il singolo "Makes me wonder", che fa molto disco/funky anni 70/80, anticipa l'album che uscirà a maggio dal titolo "It won't be soon before long"!
Makes Me Wonder - Maroon 5
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Quote of the week - Umiltà
Ferguson imparerà chi è Totti!
Sento più Manchester-Roma del mondiale!
Totti
Totti è un grandissimo e lo vedrete
Rosella Sensi
Sarà un grande spettacolo
Spalletti
Tutte dichiarazioni lasciate prima della partita di stasera fra il Manchester United e la Roma, finita 7-1!
Niente in particolare contro la Roma, ma Totti certe uscite poteva pure risparmiarsele, se poi non si degna di guidare la sua squadra e si dimostra al solito abbastanza inutile nelle occasioni importanti.
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domenica, aprile 8
Blood Diamond - Diamanti di sangue

Un diamante è per sempre? Sticazzi.
In compenso tutto il sangue e i morti legati al commercio di quelle costose pietre sono difficili da cancellare, nonostante non siano dei fatti molto pubblicizzati.
Edward Zwick, dopo essere riuscito a raccontare un periodo particolarmente difficile della storia del Giappone con un film dal forte respiro “epico” (“L’ultimo Samurai”), ha deciso di portare sul grande schermo la tragedia di un paese (e per esteso di un intero continente) straziato da una guerra alimentata da parecchi interessi nascosti dietro le quinte.
Inanzitutto bisogna specificare che questo è sicuramente un buon blockbuster hollywoodiano, però sarebbe stupido negare che si tratta anche di un ottimo film di denuncia, che ha tirato fuori parecchi scheletri dall' armadio, al punto di aver ricevuto un' accoglienza freddina dal pubblico americano, che copre i due terzi del mercato dei diamanti, ed essere stato deplorato non solo dalla De Beers, la società internazionale che tiene le fila del traffico diamantifero, ma anche dal carismatico Mandela preoccupato del danno d' immagine derivante al più redditizio dei prodotti africani!
Il problema è che la denuncia e la storia raccontata rimangono a tratti scollegate, ma è un limite molto difficile da aggirare, visto che comunque rimane un film targato Warner, che quasi sempre è sinonimo di film d’intrattenimento.
Diciamo che la prima parte del film è quella che più colpisce, quella che mette in risalto tutta la crudezza e la brutalità delle azioni che si ripetono ogni volta che in Africa viene scoperto qualcosa di valore da sfruttare, dal petrolio all’uranio passando per i diamanti.
Con un abile stile documentaristico Zwick mostra in sequenza il contrabbando di armi in cambio di diamanti, che a loro volta devono passare il confine e da lì intraprendere un lungo viaggio per “ripulirsi” dal sangue, l’utilizzo di quelle stesse armi per fomentare la guerra civile fra il governo ed il RUF (Fronte Rivoluzionario Unito), fra distruzioni di villaggi, mutilazioni per punire chi aveva intenzione di recarsi a votare, omicidi, stupri e schiavitù nei giacimenti diamantiferi per i sopravvissuti adulti; ma è ai bambini che viene riservato il trattamento peggiore, ovvero un lavaggio del cervello, fatto di droghe, alcool e piaceri occidentali (tv, musica, giochi, etc.), per fargli sposare la causa dei ribelli e far di loro dei veri e propri soldati senza pietà, pronti a sparare anche ai propri genitori.
Immagini che hanno l’effetto di un vero e proprio pugno nello stomaco, soprattutto perché intervallate da panoramiche ed inquadrature di paesaggi stupendi, che fanno riflettere su quanto potrebbe essere bella l’Africa senza tutto quel sangue che ogni giorno viene versato.
La seconda parte del film invece è incentrata di più sull'azione e sulle vicende vissute da Danny Archer, interpretato da un Di Caprio ormai maturato che risulta sempre più credibile ed adatto per interpretare ruoli come questo, un cinico ex-mercenario della Rhodesia (lo Zimbawe) che ora fa il lavoro sporco in Sierra Leone per le più grandi società diamantifere inglesi, e di Solomon Vandy, ovvero un Djimon Hounsou (“Amistad”, “The Island”) in stato di grazia, un pescatore che ha nascosto un grosso diamante dopo essere stato separato dalla moglie e dai figli. Le loro strade si incrociano e si vedono costretti a trovare un accordo forzato per cercare il diamante rosa, che per entrambi ha un significato solo: la libertà. Purtroppo per loro il diamante interessa anche ai rivoluzionari del RUF, che hanno come asso nella manica il figlio di Solomon, ormai militarizzato e ai mercenari ex-compagni di Danny; come unico aiuto potranno contare su una melodrammatica Jennifer Connelly (“C'era una volta in America”, “A Beautiful Mind”) che interpreta Maddy Bowen, una giornalista americana d’assalto, che vorrebbe portare a galla la verità, ma impotente può solo scattare qualche foto ad effetto per attirare un po’ l’attenzione dei media.
Con un finale più cinico e completamente amaro, sarebbe stato probabilmente un film migliore, ma anche in questo modo il suo obiettivo l’ha raggiunto, a giudicare dai commenti delle donne in sala a fine proiezione.
Comunque mi chiedo, visto che i due attori percorrono quasi tutto il film fianco a fianco e si direbbero quindi co-protagonisti, non si capisce bene perché Di Caprio è stato nominato all’Oscar come “Miglior Attore Protagonista” (cosa che avrebbe meritato molto di più per la sua parte in “The Departed”), mentre Hounsou ha ricevuto la nomination come “Attore Non Protagonista”… misteri della celebrità!
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22:07
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mercoledì, aprile 4
Quote of the week - Sempre fuori
Chi caga sotto la neve, pure si fa la buca e poi gliela copre.
Quando la neve se scioglie la merda vié sempre fuori!
Nico Giraldi ovvero il leggendario Thomas Milian dal film "Delitto a Porta Romana" (si può ascoltare quì)
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20:38
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lunedì, aprile 2
The Boondocks Opening Theme

Visto che, guardando le chiavi di ricerca di ShinyStat, ho scoperto che un po' di gente capita sul blog cercando l'mp3 della sigla iniziale della serie animata dei Boondocks, allora ho deciso di piazzare il comodo link per il download:
The Boondocks Opening Theme - Asheru
(click destro - salva oggetto con nome)
Mentre questo è il filmato della sigla preso dal solito YouTube!
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Angelo
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23:02
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sabato, marzo 31
Transformers trailer e poster

Michael Bay ("Armageddon", "The Island", "Pear Harbor", etc.) + grandi robot incazzati che si possono trasformare in automobili, elicotteri e via dicendo, pronti a combattere sul nostro pianeta = roba da "Clerks 2"! (chi ha visto il film capirà...)
Nerdate a parte questo si prospetta davvero come un filmone di quelli belli catastrofici, inoltre sarà ulteriormente apprezzato da chi da piccolo era in possesso dei robot/macchine targati Hasbro!
Gli altri poster si possono vedere quì mentre questo è l'unico trailer disponibile per ora:
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12:30
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mercoledì, marzo 28
Campioni d'Africa
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No, non sto parlando della nazionale di calcio nigeriana, ne di quella camerunense e neppure di quella senegalese.
Leggendo sul blog di Fasti ho scoperto che i produttori di JoJo, una delle tante lolite del pop americane conosciuta ai più per una o due canzoni, hanno deciso di utilizzare per il suo ultimo singolo un "sample" (un campione appunto) di "Africa", uno dei pezzi più conosciuti dei Toto, gruppo molto famoso negli anni 80.
Un'idea originale, peccato che prima di loro ci abbiano pensato molti altri, infatti quel campione è uno dei più usati!
In questo archivio ho messo tutti i pezzi (almeno quelli che conosco) che lo utilizzano, ovvero:
Nas - New World
Xzibit - Heart of Man
Sacre Scuole - Tempo Critico
Ja Rule - Reign
Marcus Levin - 2 Take Me Away
JoJo - Anything
Il pezzo originale dei Toto invece si può scaricare da quà:
Toto - Africa
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Angelo
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22:40
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lunedì, marzo 26
Violenza sugli animali

Ogni volta che vedo una puntata degli "Happy Tree Friends" mi chiedo chi siano le menti malate in grado di partorire tanta violenza inaudita...
Però nonostante sia palesemente una roba malata, una volta che hai visto un episodio non riesci più a staccarti, anche solo per vedere in che modo moriranno i simpatici amici degli alberi.
Buona parte delle puntate si possono vedere sul sito ufficiale!
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Angelo
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23:58
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Quote of the week - Buoni amici
E se sbaglio da buoni amici tu non me lo dici
alle spalle ma felici, oppure in faccia ma intristiti?
Fede dal pezzo "Da parte mia", presente nel sottovalutatissimo album "Basley Click" quando Fibra ancora non s'era bevuto il cervello
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09:30
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sabato, marzo 24
Strumentali in Tilt

A volte non è male ascoltare un album di sola musica, anzi molte volte è proprio il cantato o comunque la parte vocale di un pezzo a rovinare una stupenda base musicale!
Per questo è sempre piacevole quando vengono messe a disposizione le strumentali degli album, se poi come in questo caso sono in free download, ancora meglio!
Mace (produttore) e BlodiB (mc) stanno per uscire con un disco, distribuito da Universal sotto etichetta FirstClassMusic, e hanno deciso di mettere online da scaricare le strumentali del cd (oltre ad alcune preview, nella pagina dell'etichetta a loro dedicata).
Tilt - Strumentali
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13:17
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venerdì, marzo 23
Casino Royale - Royale'Sound

E' online (da un po' a dire il vero) il video di "Royale'Sound", secondo singolo estratto da "Reale" il disco del che ha segnato il gradito ritorno dello storico gruppo dei Casino Royale!
Royale'Sound su Casinoroyale.it
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giovedì, marzo 22
I film secondo Disegni - The New World

Sempre dall'archivio del sito di Disegni ecco "The New World" definito da alcuni critici come "un’opera esteticamente bellissima e ideologicamente nuovissima"!
Sinceramente mi trovo più d'accordo con la visione di Stefano Disegni...
The New World
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lunedì, marzo 19
Cor Veleno - Rap nelle mani

Ne sono convinto da tempo, i Cor Veleno sono una delle realtà più potenti di tutta la scena hip hop italiana!
Quindi credo che la SonyBMG abbia fatto un'ottima scelta decidendo di metterli sotto contratto e spero che il loro nuovo album abbia il successo che merita, anche perchè è uscito al prezzo consigliato di 12.50 euro, una cosa piuttosto rara ultimamente!
Sul loro sito Corveleno.com è possibile scaricare gratuitamente dei pezzi inediti, tra cui questo "Rap nelle mani", interpretato da Primo Brown (uno dei migliori mcs di tutt'Italia, secondo me) come sempre su beat di Squarta.
Cor Veleno - Rap nelle mani
(click destro - salva con nome, faggiano!)
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domenica, marzo 18
Quote of the week - Metafore
- Ho detto: tu mi ami come ami il tuo telecomando, purché io cambi ogni volta che spingi uno dei miei bottoni.
- Bellissima!
- Lo so, c'ho...
- La gente che parla per metafore dovrebbe farmi uno shampoo allo scroto!
Melvin Udall aka Jack Nicholson dal film "Qualcosa è cambiato"
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venerdì, marzo 16
Lo facciamo morire come un cane...

Ieri sera sono andati in onda gli ultimi due episodi della quinta serie di "The Shield", il telefilm poliziesco più crudo degli ultimi anni!
Un finale veramente stupendo, con l'inaspettata morte di Lem ad opera di quel bastardo cagasotto di Shane Vendrell; una morte che non è andata giù a Vic e lo si capisce dalla sua battuta finale:
- Che facciamo adesso?
- Troviamo chi ha ucciso Lem e lo facciamo morire come un cane!
Grande mattatore della serie Forest Whitaker nei panni del sergente degli affari interni con l'ossessione di arrestare Mackey, Jon Kavanaugh; sono sempre più sicuro che se lo sia meritato l'Oscar per "The last King of Scotland" (uno dei tanti film che, purtroppo, non sono ancora riuscito a vedere)!
Chissà quando si vedrà la sesta serie quì da noi...
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mercoledì, marzo 14
Cor Veleno - Diamanti
"Diamanti" è il nuovo video dei Cor Veleno, estratto dal loro ultimo album che si chiama appunto "Nuovo Nuovo", che si conferma come il miglior prodotto hip hop italiano attualmente uscito sotto un'etichetta discografica "major".
Certa gente (Mondo Marcio? Fabri Fibra?) dovrebbe guardare, sentire ed imparare!
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martedì, marzo 13
Ghetto Chic

Nuova cover per una delle mie compilation fatte in casa!
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I film secondo Disegni - Hannibal Lecter

Direttamente da Ciak di questo mese:
Hannibal Lecter - Le origini del male
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sabato, marzo 10
Voglio più pillole!

Vogliamo ricordarlo così, sorridente con il suo Vicodin in mano.
Purtroppo per lui quelle pillole lo stanno mettendo nei guai, e dire che tutto è cominciato da un termometro nel culo...
Comunque al solito quei cazzoni di Italia1 hanno deciso di dividere in due parti la terza stagione di "House MD", tranciandola proprio sul più bello, lasciando tutto in sospeso fino a settembre...
Proprio adesso che il dottore più bastardo della TV aveva trovato un perfetto antagonista, forse ancora più bastardo di lui, ovvero il poliziotto Michael Tritter, interpretato da David Morse ("Il Miglio Verde").
Bah.
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venerdì, marzo 9
The Who - Baba O'Riley

Probabilmente "CSI:NY" è la serie meno riuscita delle 3, ma secondo me la sigla è la migliore!
Come per le altre due serie anche per quella dedicata alla scientifica di New York è stata scelta come sigla una canzone dei The Who, ovvero "Baba O'Riley", dall'album "Who's next" del 1971.
The Who - Baba O'Riley
(click destro, salva oggetto con nome)
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I film secondo Disegni - Batman Begins

Dall'archivio del sito di Stefano Disegni ecco un'altra parodia che mi ha ucciso:
Batman Begins
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Quote of the week - Ridere e piangere
Ridi e riderai col mondo.
Piangi e piangerai da solo.
Choi Min-sik aka Oh Dae-su dal film capolavoro di Park Chan-wook, "Old Boy"
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giovedì, marzo 8
Kiss Me Lorena - Dirty Bruno
"Kiss Me Lorena" è il primo lungometraggio italiano indipendente distribuito con licenza Creative Commons scaricabile gratuitamente da internet, ad opera de I Licaoni.
In questo pezzo, intitolato "Dirty Bruno", pura comicità mischiata ad azione e funk anni'70!
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domenica, marzo 4
I film secondo Disegni - Apocalypto

Chi come me comprava Cattivik, un fumetto cult degli anni 90 ad opera di Silver (creatore di Lupo Alberto & Co.), conoscerà sicuramente Stefano Disegni.
Insieme a Massimo Caviglia ha creato Lo Scrondo, un essere immondo protagonista di vari programmi anni 80 di Antonio Ricci, passato poi appunto sulla testata di Cattivik.
Ma non solo, Disegni è anche autore televisivo (oltre che interprete, ad esempio ultimamente lo si vede nella parodia di Dt. House su Rai3 nel programma "Tintoria"), scrittore (ha pubblicato vari libri di parodie sia disegnati che scritti), occasionalmente fa l'armonicista blues ed è collaboratore di varie testate giornalistiche, da Cuore (di cui è stato anche direttore nel 1998) al Guerin Sportivo, da Linus al Corriere della Sera dove tutte le settimane pubblica sul Magazine la rubrica Telescherno.
Da qualche anno mi sono messo a comprare Ciak ed ho scoperto che in ogni numero Disegni da una sua personale interpretazione dei film che ha visto, delle vignette così forti che ultimamente sono diventate uno dei pochi motivi per cui continuo a comprare la rivista.
Avevo intenzione di scannerizzarle per metterle online, solo che ogni volta era uno sbattimento assurdo, anche perchè il mio scanner è un pezzo da museo ed inoltre visto che non è molto usato c'ha su tre dita di polvere, allora mi son messo a cercare in rete e ho trovato il sito di Disegni ed ho scoperto che ogni tanto le pubblica anche lì!
Questa è quella del mese appena passato, febbraio 2007:
Apocalypto
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Angelo
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sabato, marzo 3
BeeHive - Greatest Hits

Finalmente ho finito il Greatest Hits dei mitici BeeHive!
Ma non è un Greatest Hits come quello dell'ultima volta.
No quello era solo tutta la loro discografia stile "platinum collection", questo invece è una vera e propria selezione dei loro pezzi migliori!
C'ho messo un po' perchè non ho avuto molto tempo per dedicarmi alla cover, ma alla fine direi che il risultato è più che soddisfacente.
Ho caricato il tutto su zshare, credo che rimarrà online da scaricare per 60 giorni...
Chiaramente lo zip comprende oltre ai pezzi anche la cover per cd slim sia fronte che retro!
BeeHive - Greatest Hits
Fire!
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Pete Philly & Perquisite feat. Senna - Mellow

Avevo già parlato di Pete Philly & Perquisite, talentuoso duo olandese definito dal rapper americano Talib Kweli come "avanti anni luce rispetto al resto del mondo hip hop"!
Nel frattempo è uscito "REMindstate", ovvero il loro primo album remixato da una serie di produttori e DJ europei, che sono riusciti a confezionare un buon prodotto, anche se non all'altezza dell'originale.
Prima ancora però è uscito un altro singolo estratto da "Mindstate", ovvero "Mellow" che vede la collaborazione di Senna, cantante soul olandese!
Inutile dire che il singolo suona benissimo, a partire dal lato musicale ad opera di Perquisite per continuare con il cantato di Senna e le rime di Pete Philly...
Pete Philly & Perquisite feat. Senna - Mellow
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venerdì, marzo 2
Perchè Sanremo è uno schifo...

Quest'anno manco un capezzolo della Hunziker (che è figa ma secondo me non può competere con la signora Totti) potrebbe risollevare il livello di un Festival della Musica Italiana che rappresenta in pieno la qualità principale dell'Italia di oggi: la vecchiaia!
Ma non solo, direi che rappresenta per bene anche le raccomandazioni, visto che tra i big ci sono alcune mummie, riesumate insieme a Baudo, padri di famiglia che si son portati dietro i figli senza alcun talento (ma qualcun'altro ha notato che "il figlio dei Pooh" è leggermente stonato?) o figli di papà che ogni anno ormai hanno la presenza fissa (Zero Assoluto?) o ancora gente che non si sa bene come abbiano fatto ad essere considerati big (Cristicchi sei un coglione, sappilo).
E che dire della Hunziker che porcadiquellatroia NON FA RIDERE! No, lo so che sicuramente sarà pieno di persone che rideranno per ogni sua cazzata, lo facevano quando era a Zelig, lo facevano quando era a Striscia la merda, e lo faranno adesso; lo so e mi viene da vomitare, perchè è evidente che crede di essere simpatica ma non lo è!
Persino Daniele Silvestri mi ha deluso con una canzoncina dai ritmi esotici che mi fa abbastanza schifo, l'unico è Paolo Rossi, ma lui è troppo grande per questa manifestazione di italianità, avrebbe dovuto starne fuori.
Al solito l'unica cosa da guardare son poi i giovani (ma anche loro...) e gli ospiti (chiaramente non tutti), mentre tra i comici l'unico degno di nota è il sempre ottimo Neri Marcorè, altro che Cornacchione!
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Angelo
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martedì, febbraio 27
Quote of the week - Nulla è cambiato
Tiste da accettarsi, nulla è cambiato anzi
parecchio è peggiorato e mo so cazzi!
Il grande Danno dal pezzo "Capo di me stesso" tratto dal nuovo album del Colle Der Fomento, "Anima e Ghiaccio"
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Angelo
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20:47
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lunedì, febbraio 26
And the winner is... Oscar 2007

Come avevo previsto Martin Scorsese ha vinto finalmente il premio Oscar come miglior regista grazie al suo ultimo lavoro, che manco farlo apposta è quello dove il suo "tocco" si vede di meno, ovvero "The Departed"!
Ma non solo, la pellicola di Scorsese si è portata a casa ben 4 statuette, oltre a Miglior regia, cioè Miglior Film, Miglior montaggio e Miglior sceneggiatura non originale, seguita da "Il labirinto del Fauno" che ha vinto 3 premi; non vedo l'ora che il film di Guillermo Del Toro esca in dvd così potrò guardarmelo pure io.
Sono contento anche per Forest Whitaker che è stato premiato come Miglior attore protagonista, per il suo ruolo in "The last King of Scotland", altro film che mi interessa molto!
Oscar alla carriera al "nostro" Ennio Morricone! Hell Yeah!
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Angelo
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Gwen Stefani feat. Akon - The Sweet Escape

E' abbastanza difficile seguire il percorso compiuto da Gwen Stefani, da front-woman del gruppo rock/ska No Doubt, a cantante solista che in ogni pezzo cambia stile, dall'r&b al pop passando per la dance anni 80 e il reggae, con risultati altalenanti.
"The Sweet Escape" oltre ad essere la titletrack è anche il secondo singolo estratto dal suo nuovo album che, almeno in Italia, è passato piuttosto in sordina rispetto al precedente...
Devo comunque dire che questo pezzo mi prende molto, anche perchè il feat. di Akon, a quanto ho capito, sta tutto nella parte musicale, piuttosto che in quella vocale, ed è a lui che bisogna fare i complimenti perchè ha regalato alla signorina Stefani un'ottima base su cui cantare.
Gwen Stefani feat. Akon - The Sweet Escape
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Angelo
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