martedì, febbraio 20

American History X in tv



Scopro adesso che stasera su Rete4 sta andando in onda uno dei film più belli che siano mai stati girati, "American History X", con uno dei migliori attori americani di nuova generazione, Edward Norton, che regala un'interpretazione praticamente perfetta!

Insieme a "L'odio", di Mathieu Kassovitz, è sicuramente il miglior film che ha per tema il razzismo e sono convinto che bisognerebbe vederlo almeno una volta!

Chiaramente pubblicità zero, non che mi aspettassi la prima serata intendiamoci, ma almeno un po' di spot non avrebbero fatto male agli italiani asuefatti dai soliti programmi di merda che ci sono in tv...

Ora che ci penso dovrebbero farlo vedere durante l'ora di religione a scuola...

16 commenti:

Blocco ha detto...

Gran film, l'anno scorso lo abbiamo visto su R4, ricordi? purtroppo finiva alle 3 di notte...

Dome & Edo ha detto...

a me personalmente è piaciuto questo film, soprattutto ho trovato fantastica l'interpretazione di norton...
mi stupisce che lo diano su rete 4! (per l'ora di religione a scuola penso ci voglia ancora un po' di tempo :p)

Salo ha detto...

Dovrebbe vederlo quell'ignorante razzista di merda del Christian.

Davide ha detto...

Questo film è un MUST!

Angelo ha detto...

@ Salo: l'hanno visto sia il christian che il michel ma non so se hanno colto il contenuto.

a proposito che ne pensi della grafica pubblicata quà sopra?

Salo ha detto...

Bella sei bravissimo come sempre...

Ah, oggi sono passato in fumetteria e ti ho comprato Banya 2!

Michel non è razzista, scherza un po' su certe cose, ma al di là delle battute è troppo buono per odiare qualcuno...fidati.
Christian invece è proprio un ipocrita; e ha una mentalità dell'odio che fa veramente schifo, non solo per il razzismo, ma su tutto. A ciò aggiunge poi la sua arroganza, che lo rende superbamente sicuro del vuoto che ha in testa ed intrattabile, sicchè è impossibile fare un discorso con lui, per il semplice fatto che non è capace nemmeno di ascoltare.

Angelo ha detto...

Sì in effetti ne parlavo oggi col michel, che ieri sera l'ha rivisto, e ha detto che il film dice delle cose giustissime...

Grazie per Banya :D

E grazie per i complimenti!

Blocco ha detto...

Salo, hai ragione, il Christian non è razzista: è ignorante...

Blocco ha detto...

Angelo,ma ti ricordi che cazzo di Fisico aveva Edward Norton in quel film!?

Angelo ha detto...

Sì ma non gli è servito a molto nelle docce.

Blocco ha detto...

Ahia che dolore.... hai ragione, le sue chiappe, per quanto muscolose, hanno sofferto alquanto..

Salo ha detto...

Angelo, ho appena finito di vedere "L'odio", di Mathieu Kassovitz, e mi è piaciuto molto. Tuttavia vorrei precisare una cosa: a me non è sembrato tanto il razzismo il tema principale, quanto piuttosto l'integrazione mancata.
Che ne pensi?

Angelo ha detto...

Sicuramente.

Io sono dell'idea che quell'integrazione mancata è a causa di una "paura dello straniero" che da sempre convive con le persone.

Quindi è comunque il razzismo alla base della storia, no?

Comunque "La haine" è uno dei miei film preferiti, troppe scene belle, da Cut Killer che si mette a fare turntablist alla finestra, a quando il vecchio esce fuori dal cesso e si mette a raccontare la sua storia, passando per la storia dell'uomo che cade da un palazzo di 50 piani...

Pensa se in Italia sapessero girare film del genere, i soldi non sono un problema visto che è una pellicola praticamente low budget.

Salo ha detto...

Secondo me l'integrazione mancata è causata da errori politici gravissimi. In Francia è stato attuato un assimilazionismo che svuota tutti delle proprie radici e della propria identità. Esemplificativa in questo senso è più di una battuta all'interno del film (dalla nonna ebrea che rimprovera il nipote a quest'ultimo verso la fine che grida di sapere chi è e da dove viene, mentre invece è proprio qui il problema). Da questo errore madornale deriva il malessere dei giovani, che non hanno più legami col passato nè aspettative per il futuro: ed ecco che nasce la violenza.

Altra impostazione errata si è rivelata quella opposta, adottata dall'Inghilterra: il multiculturalismo, che promuove la diversità, ma senza preoccuparsi di garantire basi comuni alla società, che alla fine si riduce ad un vestito di Arlecchino: piccoli mondi chiusi e senza controllo all'interno di una stessa nazione: da qui poi arrivano gli estremisti come quelli degli attentati di Londra, rigorosamente inglesi.

Alla fine l'unico modello d'integrazione abbastanza buono, anche se certo perfettibile, è quello americano, che fissa in un patto sociale dei valori comuni (quelli della Dichiarazione d'Indipendenza), delle regole che DEVONO essere rispettate e poi, all'interno di questi limiti, la libertà è massima. Grande libertà religiosa e tutela delle differenti comunità culturali garantita, da una parte; ma contemporaneamente, dall'altra, evidente coesione nazionale intorno all'intoccabilità del sistema democratico e ai diritti inviolabili dell'uomo.

Angelo ha detto...

Per me in america l'integrazione sembra buona superficialmente, ma sotto sotto...

Comunque sono cose che non si possono sapere se non vivendoci e vivendole.

Salo ha detto...

Ma infatti io ho scritto che il modello di integrazione americano è perfettibile, non perfetto. Resta tuttavia molto buono per i problemi attuali, che sono legati soprattutto alla componente islamica della società: i disordini e le violenze capitate in Francia, negli USA non si vedono da qualche secolo; e gli imam inglesi che si permettono di predicare odio, negli USA non ci sono...

Dei sistemi di integrazione so qualcosa grazie ai miei studi sia con la Fondazione Magna Carta sia personali.

Spero che in Italia non si commettano gli errori già sperimentati in Francia e in Inghilterra, perchè sarebbe davvero la cosa più stupida. Sia la violenza degli immigrati sia il razzismo di alcuni cittadini nascono dalla mancanza di valori comuni (causata appunto dal fallimento di alcune politiche d'integrazione) e dalla perdita d'identità (causata dal relativismo europeo, che logora a volte, come in Francia, persino chi viene da altre culture!).